domenica 28 febbraio 2010

Io parlo di prendermi la Luna e tu di inseguirla per il suo colore azzurro.
E' una cosa strana che tu stia cercando di rispondermi per queste vie indirette e io non posso fare altro che replicare con lo stesso mezzo. Ma cosa è cambiato?
Il fatto è che penso che non ci sia una risposta, per questo fatichi tu a trovarla e io a intuirla ed entrambi a dirla.
Sappiamo che tu mi ami e che la mia presenza da una parte ti fa stare bene dall'altra no. Le uniche cose che posso fare sono: sparire o non sparire. Posso sparire, basta una parola. Posso non sparire e qui si apre il sipario degli amici perfetti che non siamo!
Non puoi "resistere" a me, non voglio essere un karma avverso!

Ars

Oggi mi sento un pochino nostalgica, sarà per via del cielo grigio o per il fatto che mancano 19 giorni. Sto cercando di concentrarmi sul "qui, ora" tuttavia la mente tende a sgattaiolare qua e là, tra passato e futuro, tenendo il presente solo come una piattaforma molliccia su cui poggiare il piede per darsi un nuovo slancio come in un ambiente privo di gravità, indietro o avanti, non ha importanza. Si fluttua, ma non si nuota. Cioé non sarò "qui e adesso" perché sono in qualsiasi altro momento, ma non sono nemmeno trascinata dalle onde violente: è più come se stessi camminando sulle acque.
O come se avessi scoperto la legge per dominarle, usare la forza senza contrastarla o lasciarsi sopraffare, parlare all'acqua e dire: "Ok, sei forte, ma ho bisogno di te, portarmi su quella riva laggiù, non oppongo resistenza né ho intenzione di annegare, semplicemente, uniamoci".
Ho deciso che non mi pongo domande etiche su ciò che è giusto e ciò che non lo è, in fin dei conti nessuno ha mai scoperto il bene e il male, però si può variare il modo in cui si guardano le catogorie.
Per anni mi sono interrogata sull'origine dualistica dell'Universo arrivando a conclusioni che intellettualmente parlando vanno oltre le righe della sanità mentale. Tuttavia, quella primigena distinzione che come una mitragliata poi si sprigiona nel molteplice, aveva nella mia idea molto di materiale, pur trattandosi di ragionamenti metafisici. In due mesi, a 32 anni, mi sento molto più "perduta" e immensamente sollevata, alcune considerazioni date certe si stanno sgretolando in mille nuovi interrogativi. Ma se esistono X dimensioni, in che modo è possibile parlare di origine duale dell'Universo? O forse che la questione non cambia, ponendosi, le varie dimensioni, nella categoria "molteplice" e dunque non andando a intaccare l'origine comune del ragionamento?
O forse che milioni di ore impiegate a descrivere la nascita della materia non hanno senso? O forse che, al contrario, continuano ad avere senso appunto perché "materia"?
Ma se le dimensioni X sono collegate in modo molto più stretto di quanto pensiamo, se una mia azione qui e adesso muta l'evolversi in questo e in altri mondi, allora.. che differenza c'è tra materia e dimensione?
La risposta è lì a disposizione di tutti, per essere nascosta più che mai: Pontifex.
Il ponte tra due o più mondi. L'Arte è per anime nobili, e qualsiasi anima può diventare nobile, si tratta di capire quando. La coscienza della propria individualità che non diventi il nucleo del proprio agire è solo l'inizio del risveglio della consapevolezza che conduce all'identificazione delle gocce con il mare e dal mare alla sublimazione dell'"oltre". E' in quel momento che si diviene ponte dimensionale.

giovedì 25 febbraio 2010

Eric

Eric guarda verso l'alto mentre io sto scrivendo, è una discreta presenza. E' un druido, anche se non sa di esserlo. Maneggia un cristallo azzurro e se io lì dentro non ci vedo un beneamato piffero, sento comunque che la resa dei conti è vicina. Lo guardo e ripenso al massaggio di stasera. Ho scoperto che il temutissimo punto che abitualmente mi fa contorcere dal dolore quando si passa la mano, stasera non mi ha dato alcun fastidio. Ho sempre pensato che fosse un problema alle ovaie, ho scoperto che era un problema psicosomatico legato alla rabbia repressa. Questo mi fa ben sperare.
Ero completamente nuda, seduta sul lettino, a chiacchierare con la massaggiatrice romena e mi sentivo così bene da non desiderare di essere in alcun altro posto, non fosse stata per la fretta di fare una telefonata. Le candele si muovevano come dei fuochi pazzi durante il massaggio. Eric sorride, ha già capito tutto, ha già capito che la mia faccia giorno dopo giorno sarà meno sfuocata. I want to believe.

domenica 21 febbraio 2010

vetta

E io invece ho paura di essere al punto di partenza, come quando sei salito su una montagna controvoglia e poi cadi. Mi trovo al punto in cui mi sento distante dal mondo degli uomini. Degli uomini e delle donne. Mi sento distante e ho paura di essere tornata a sentirmi aliena, di voler esserlo. Poi penso, ma io, nonostante sia caduta, e la caduta fa male, sono tanto in basso? Mi sto mischiando al mondo degli uomini a questa altitudine? Mi guardo e sorrido e penso "no" affatto, sono caduta e la caduta fa male, ma sono ancora più in alto. E poi penso ancora: essere a un livello differente dal mondo degli "altri", è utile? E se sì, in cosa?
Esco, rido, bevo, mangio, vivo. Sono i miei passi, i miei passi! E penso: ma dove cazzo sto andando così dolorosamente? Recentemente alcune persone che non si sono parlate fra loro mi hanno detto delle cose riconducibili a questo discorso: "Non ti rendi conto che tu sei molto più avanti di quello che credi? Tu sei un essere che difficilmente può mischiarsi, difficilmente può essere compresa. Tu sei Aristocratica. Ti sei accontentata di cavalieri di qualche sorte, ma tu sei fatta per un Re. Sei un privilegio, una perla che i porci non riconosceranno mai".
Ieri guardavo Capricorn One e in quella fuga maledetta ho rivisto la vita di chiunque di noi. E poi pensavo al Dharma e al Karma. Pensando al Karma, ho pensato alla Luna che voglio possedere. Pensando al Dharma rivedo la mia vita. Tutto adesso, insieme, nel bene e nel male come fosse una corsa ad ostacoli: una concentrazione di sfide. Non so se abbia a che fare con una data di scadenza dell'organismo uomo nel suo complesso inteso come uno sciame.
E' interessante però guardarsi dallo spazio e vedere una piccola realtà, come un prurito che dura un secondo nel tempo di una vita intera. Penso al mio Ego a quanto sta soffrendo, vorrei tamponare le sue ferite regalandogli una stella. Poi rido fra me e me, che stupida cretina, mi guardo attorno per elemosinare la luce di una stracazzo di stella e mi sembrano tutte scadenti, spente, lontane. E non mi accorgo che è perché sono io troppo lucente, sono io che non posso abbassare l'energia per accompagnarmi ad altre luci. Il mio Ego si accontenterà del Sole che possiede altrimenti morirà e per quanto faccia male, me ne farò una ragione. E questa ragione, la chiamerò Vetta.

sabato 20 febbraio 2010

leggende del deserto

Perché stai piangendo?

L’uomo bussò alla porta dell’amico, per chiedergli un favore:

- Vorrei che mi prestassi quattromila dinari perché devo pagare un debito. È possibile?

L’amico chiese alla moglie di raccogliere tutto ciò che possedevano di valore, ma anche così non era sufficiente. Fu necessario uscire e chiedere denaro ai vicini, finché raggiunsero la somma necessaria.

Quando l’uomo se ne fu andato, la moglie notò che il marito stava piangendo.

- Perché sei triste? Adesso ci siamo indebitati con i vicini, temi forse che non saremo in grado di pagare il nostro debito?

- Niente di tutto ciò. Piango perché si tratta di una persona a cui voglio molto bene, e malgrado ciò non conoscevo le sue condizioni. Mi sono ricordato di lui solo quando ha avuto bisogno di bussare alla mia porta per chiedermi del denaro in prestito.

Il codice dell’ospitalità

Due uomini stavano attraversando il deserto quando videro la tenda di un beduino e si avvicinarono per chiedere rifugio. Pur non essendo conosciuti, furono accolti come detta il codice di comportamento dei nomadi: fu abbattuto un cammello e la sua carne servita in una lauta cena.

Il giorno seguente, dato che gli ospiti erano ancora lì, il beduino fece abbattere un altro cammello. Stupiti, i due uomini dissero che non avevano ancora terminato di mangiare quello che era stato abbattuto la sera precedente.

- Sarebbe una vergogna servire cibo vecchio a coloro che ospitiamo – fu la risposta.

Il terzo giorno, i due stranieri si svegliarono presto e decisero di proseguire il viaggio. Dato che il beduino non era in casa, lasciarono a sua moglie cento dinari, chiedendo nel contempo scusa di non poterlo attendere, giacché se si fossero trattenuti ancora a lungo, il sole avrebbe finito per diventare troppo forte.

Avevano ormai fatto quattro ore di cammino quando udirono una voce che li chiamava. Si girarono a guardare: il beduino li stava inseguendo e, quando li raggiunse, gettò il denaro a terra.

- Io vi ho accolto così bene! E voi, non vi vergognate?

Gli stranieri, stupiti, dissero che i cammelli valevano certamente molto di più, ma loro non avevano molto denaro.

- Non sto parlando della somma – fu la risposta. – Il deserto accoglie i beduini ovunque essi vadano e non chiede mai niente in cambio. Se dovessimo pagare, come potremmo vivere? Accogliere voialtri nella mia tenda ha significato ricambiare una frazione di quello che la vita ci ha dato.

Generoso nella morte

Un uomo viaggiava da una città all’altra, quando seppe che c’era stata una sanguinosa battaglia e che suo cugino era fra i soldati feriti. Corse allora sul posto e vide che l’uomo stava per morire. Prese la borraccia e gli offrì un sorso d’acqua, ma in quel momento un altro ferito emise un gemito e il cugino lo pregò di dare l’acqua al soldato che gli era accanto.

- Ma, se andrò da lui, potresti non sopravvivere! Tu sei sempre stato molto generoso nella vita!

Radunando le ultime forze, il ferito rispose:

- Un motivo in più per essere generoso nel momento della morte.




Warrior of The Light [autor@paulocoelho.com.br]

venerdì 19 febbraio 2010

Il mio conto alla rovescia

Il 20 marzo.
Mamma dice "hai gli occhi stanchi, batti ripetutamente le ciglia".
Io sto per piangere mentre rispondo a Stefano, durante la cena. Mi chiede se sto bene, io e la mia bella famiglia. Vorrei dirgli di tutto, ma proprio di tutto. Solo che lui si sposa e io non posso fare altro che mentire "sto bene e ti auguro tutto il bene del mondo". Sono io che non gli ho dato quella possibilità che mi aveva implorato di avere. Forse avremmo dovuto sposarci noi due. Invece ci salutiamo così, io da sola, che piango (anche) (ancora) per lui, e lui che si sposa.
E' così che doveva andare, ma io, in qualche modo, lo amerò per sempre.

lunedì 15 febbraio 2010

It's a bittersweet symphony this life


"Eri seduta su una bomba che sarebbe esplosa, avrebbe preso fuoco tutto e i fili si sarebbero appicciati e tu saresti stata isolata inesorabilmente". Che culo!
L'elettricista mi ha salvato la vita, quella che tentava poi l'appendice di portarmi via, inutilmente, visto che l'Esecutivo nelle mie uniche mani ha ristabilito l'equilibrio, eccellentemente, facendo scordare all'appendice di esistere.
Il direttore mi ha proposto un fine settimana in banca, con lui, ad archiviare documenti. Pensando fosse una battuta gli ho riso in faccia, poi, dal suo sguardo serio, ho capito che non stava scherzando. Sono riuscita a ristabilire l'ordine nel caos neurale e far mente locale, abbastanza per dirgli: "da sola mi serviranno due anni di fine settimana e io ho una vita qua fuori, I want to believe". Ho proposto un modo più logico per l'archiviazione. Colpito e affondato.
"Sei una scrittrice, questo lo scrivo al capo del personale, aggiungo una caratura intellettuale oltre la media." "ok, grazie" "ah aggiungo un inglese e un francese fluenti" "scusa devo correre in bagno". Il bagno della banca è uno di quei posti che di pulito hanno solo il lavandino e il water. Quando sono similseduta noto gli angoli grigi che dovrebbero essere splendenti e mi ritrovo sempre a pensare alla donna delle pulizie. Il muro, da parte sua, di me sa molto di più, conosce i miei dettagli, lì dentro mi sono spogliata, mi sono lavata, ho riso a crepapelle per non essere vista, ho pianto per lo stesso motivo. A volte ho inveito contro l'attaccapanni, altre volte mi sono chiusa dentro per aspettare l'orario di apertura senza essere costretta da una finta disponibilità verso i clienti che non rispettano gli orari a servirli. "I clienti vanno rispettati anche se qualche volta rompono i coglioni" "d'accordo direttore."
Grazie a Dio, esistono le mail, te ne rendi conto dopo aver risposto "si?" ad una telefonata. Era il nuovo Capo Area di Provincia del mio istituto di credito. Ma io non ho problemi, sono quella che a pranzo, seduta vicino a lui, sono riuscita a portare la conversazione alla SPA austriaca confrontata con quella della mia palestra. Nudismo contro costume, perché "vede, i bancari sono i più repressi secondo le statistiche sugli psicopatici, si ricorda Batman che volò dall'armadio? Ecco, era un bancario come molti di quelli che vanno a trans".
Il pomeriggio non è volato, ma almeno è passato Sandokan a prelevare dal conto cointestato con la moglie italiana. Che non si chiama Marianna, Marianna era morta se non ricordo male, colpita dagli inglesi mentre si faceva l'elefante di Janez, o qualcosa del genere. Gli stavo dando 500 euro in più presa dall'eccitazione, in fondo, da bancaria, ho realizzato il sogno di quand'ero ragazzina, follemente innamorata della tigre della Malesia e avrei voluto indossare un sari rosso e oro e sposare un Maharaja dagli occhi brillanti.
Avrei vissuto una vita con lo spruzzino da una mano e uno straccio dall'altra, nel tentativo di ripristinare l'ambiente domestico secondo le basilari norme igieniche del nostro secolo, rincorrendo scimmie e raccogliendo briciole di tofu dal divano.
Insomma, mi sento proiettata maggiormente verso il futuro e ora attendo di aprire un conto al signor Picard o almeno a Skywalker.
Invece arriva Giacomo, un figlio delle nevi più di me. Trentino. All'inizio fra noi c'era una sorta di intolleranza sfociata nel mio "non posso darti tutto, anche quello che non ho". Si parlava di moneta, ma l'effetto fu più maldestro. Abbiamo tacitamente stabilito un copione da The Truman Show: lui entra, sorride, chiede come va, io rispondo che va benissimo perché è venerdì (o "bene anche se è lunedì") lui risponde che siamo più fortunati di lui, altro sorriso reciproco e la scena è finita. Un giorno cadrà Sirio, ma siccome io conosco la teoria dell'agguato di Castaneda, gli ho teso un tranello e ho iniziato una conversazione. Mi ha invitata fuori.
Ovviamente nel suo negozio e ovviamente a spendere i miei soldi.
Sono diventata una Apple Victim.
Ma Castaneda cosa avrebbe fatto? E Newton?

domenica 14 febbraio 2010

A me stessa


Nonostante gli occhi stralunati di due giorni in festa.. dedico questo post a quella neonata che ha avuto l'ardire di vedere la luce -del tramonto- durante una tormenta di neve del febbraio di 32 anni fa. Per tutto quello che ha vissuto, pensato, sperato, sognato, voluto, perduto. Per tutto quello che l'ha cambiata, per tutto quello che non l'ha mai cambiata. Per Lei soltanto.
Allenamento forzato tipo scaricatore di porto.
Il cuore?
E' un muscolo che pompa sangue.
L'amore?
E' frutto del cervello.
Allenarlo ragionando,
riposarsi col silenzio.
Nessuna arresa, mai.
Osservazione dei me,
controllo dei me,
dominio dei me.
Unica guida di me stessa,
causa di me stessa.
Comprensione dell'Io:
l'Amore che diventa il Cervello.

sabato 13 febbraio 2010

will happiness find me?

E poi, francamente, dove lo trovi un altro che riesce a farti una dichiarazione come quella di ieri sera, che sembrava scritta a quattro mani da Woody Allen e Tarantino?

So che non usi le parole banalmente, perciò so che rispecchiano veramente quello che senti. Quel "..sono io che non posso dirti, cazzo, che ti amo, porco giuda!" non mi ha sorpresa, anche se come dichiarazione è originale e mi ha strappato un sorriso. Lo hai detto tu che è difficile lasciarmi senza parole o forse, senza l'ultima parola. Ma io sono stanca delle parole, non mi interessano più, così come non mi interessano più gli auguri che ricevo, ai quali rispondo, stavolta io banalmente, con il sorriso di corcostanza e il grazie di cortesia. Ho ricevuto diversi libri in regalo e due cuori. Uno d'oro e il tuo. Quello d'oro è stato accompagnato da un messaggio breve: tu meriti cose belle, il tuo è stato accompagnato da una scelta. Una doppia scelta, un fatto compiuto.
Se le parole mi hanno stancato, non significa che i fatti siano più facili e gestibili. Sono tendenzialmente un lupo solitario, ma oggi ero a passeggio da sola e mi sono persa. Pensavo alle parole che mi ha detto stamattina Davide, il fotografo, pensavo a raggiungere una panchina soleggiata e sviare la mente. Ho sbagliato strada, metafora della mia vita, e mi sono trovata dove non volevo arrivare, tuttavia, mentre stavo per commuovermi di fronte alla solitudine del sole di febbraio e dei suoi figli, ho incrociato un amico, che cercava proprio me.
Non è per quel discorso del fardello che io mi sono sentita sollevata, perché non mi hai mai convinta, è semplicemente per un discorso di coincidenza. Quando sei stanco di parlare e di ascoltare e ti trovi solo a pensare, ti ritrovi ancor più stanco dei pensieri e ti torna il bisogno di liberartene. La sensazione che provo oggi è l'inquietudine del non condizionare gli eventi a proprio piacimento, non sono la pittrice del mondo e questo è il mio problema. Mi trovo a fidarmi di persone che mi feriscono, a sorridere quando non ne ho voglia, ad ascoltare costringendo la mente ad ascoltare. Ma non riesco a costringere il mio cuore ad amare chi merita amore, a provare indifferenza per chi merita indifferenza. Questo è il mio cruccio. Non governare l'onda razionalmente costantemente. Al massimo posso ruotare attorno alle parole che ormai ho imparato a riconoscere, l'ho imparato sulla mia pelle, non solo metaforicamente, ma a suon di buchi sulle chiappe. Sono i fatti quelli che ci spingono oltre, non le parole. Bucare la pelle è solo un effetto secondario di scelte, di parole seguite da fatti.
Ora, abbiamo detto quello che c'era da dire, fatto quello che c'era da fare e non ho bisogno di legarmi le braccia dietro la schiena. Sono una donna istintiva, ho baciato al primo incontro e non ho baciato nemmeno al millesimo incontro. Non decide la mia mente. Questo è il mio cruccio.
Sono in balìa dell'onda e non c'è niente che io possa farci adesso. Tu vai via. E' un consiglio, non è una considerazione. Vai via da me, come ti dicono gli amici e le sorelline. Sii stronzo, non con me ma con la tua onda. So che i miei difetti non ti bloccano, non ti spaventano come spaventano chichessia, ma idealmente prendi il telefono, mandami a fanculo e riprendi il tuo viaggio. Sono solo una sirenetta. Sai che fine fa chi, come me, vive nel mare?

venerdì 12 febbraio 2010

La jungla

"...così il tuo fidanzato taglierà l'erba al giardino."
Le cose che un agente immobiliare non dovrebbe mai dire.
"Preferisco un cane a un fidanzato e il cane non taglierà l'erba al giardino".
Le cose che gelano l'aria al primo incontro. D'altra parte cosa mi importa se compro una casa col giardino e questo diventa una jungla? Ho aperto un conto corrente a Sandokan in settimana!!!

San giorgio e d-Io

Oggi è una splendida giornata di sole, ché fa voglia di uscire con fogli e gessi. Poi però penso che sono tutte tonalità di nero e grigio e sarebbero sprecati i colori della natura. Forse oggi sarebbe meglio la Nikon anche se non è esattamente ciò di cui ho bisogno adesso. Sento un forte impulso alla manualità: cioé ho voglia di creare qualcosa che non c'è, non voglio immortalare ciò che c'è. Mi spiego? Voglio che esca qualcosa da qui dentro (e sto puntando la testa e il cuore) anche mi sento fredda come una statua di ferro sulla scogliera dei mari del nord.
Ricevo l'invito da un caro amico alla prima del suo film, di cui ho visto alcuni corti. Mi rendo conto che è proprio vero, la spiccata sensibilità di una persona è il riflesso del Genio che l'ispira. Alcuni precorrono i tempi perciò non sono gestibili: la gente se ne stanca, talvolta li snobba, comunque non riescono a starci troppo vicino. Io mi ritrovo a guardare un foglio in cui c'è il disegno di nudo femminile e mi accorgo che c'è molta luce nonostante siano bastati pochi tratti, scuri, per contornare quell'opera d'arte che è il corpo. Ma un disegno cattura qualcosa oltre ad esternare l'ispirazione? Una fotografia, sembra strano, cattura l'energia del momento e non sono le frasi paranoiche di una pazza. Così come guardando una persona ne vedi l'aura, così imprimendola in una fotografia ne tracci parte di energia.
Guardate le vostre foto. Cosa vi piace del soggetto? Sapete cosa esprime? Dietro quegli occhi cosa potrebbe mai esserci, nascondersi, rivelarsi? Fingete di strappare i veli all'immagine. Tirate via e tirate via, resta qualcosa che conoscete o riconoscete oltre all'estetica?
Resta lo stato d'animo di chi scatta e di chi è scattato? Rifletteteci, non fermatevi all'apparenza che mostra tutto bello, sorridente e perfetto. Tutto sembra e forse non è. La fotografia è un dare-avere. Il disegno è un dare. Nel disegno trovi colui che disegna, senza veli e senza problemi che l'immagine sia perfetta secondo i canoni della tecnica, né nell'estetica del soggetto. Il disegno è perfetto quando è perfetto per chi disegna. Una fotografia no. Oggi è un giorno da disegno.
Mi sto preparando per una corsa, prima dell'appuntamento con l'agente immobiliare. Mi sento come una bolla di sapone che tremolante va qua e là senza una precisa meta. Ma non è così.
La mia mente lo sa benissimo. Sto compiendo una lotta invisibile che non ha precedenti e non so se sia giusto, ma la giustizia non è di questo mondo. Per lotta invisibile intendo esattamente quello che si intende per queste due parole messe assieme. Non è come dire cane dall'atteggiamento "inutilmente mercuriale", che non ha senso, è come dire "lotta" e metterci vicino l'aggettivo "invisibile". Sembra inesistente perché non ci sono armi metalliche né frastuoni, ma come dicono i saggi orientali, la non-azione E' azione, in altre parole, ci sono cose che si muovono anche se sembrano ferme.
Devo ammettere che l'attenzione qui e ora è terribilmente difficile, la paura di ciò che non è ancora ma che nell'universo più probabile sarà, è snervante. Mi martellano quegli "oracoli" danzanti come stelle cadenti. "Sei una donna molto forte pur nella tua estrema sensibilità e sono qualità rare, assolutamente magnifiche insieme seppur confondibili per menti meno evolute."
Ed io, nella mia insicurezza di donna che si interroga troppo sulla circonferenza, mi sento terribilmente sicura del bindu, del centro. E' difficile per chi non passa attraverso di me, capire il raggio che si sposta dal cerchio e va verso un'altra direzione.
Onestamente, me ne infischio della comprensione altrui, ormai vado per la mia Strada e me ne infischio di ciò che "dovrebbe essere". Io voglio giocare le mie carte e lo farò a costo di nutrire il mio drago, anziché ucciderlo come dovrebbe fare un iniziato, un illuminato, un trovatore, un filosofo, un mistico, un saggio e, per dirla con l'arte, come farebbe il cavaliere santo Giorgio.

giovedì 11 febbraio 2010

A te

Stavolta mi hai sorpresa.. e mi dispiace per tutto quello che in questo momento non riesco a dirti. Non voglio essere il pungiglione e chiamarti e dirti che sono senza parole per tutto quello che ho letto, che devo rileggere e scoprire. Non voglio essere nemmeno il pungiglione che ti cerca per pungere, credimi. Non sono affatto così, un po' mi conosci, sai quanta forza c'è nel mio Cammino e quanta irresponsabilità nel mio modo di sfidare i muri. Sai anche quanto è difficile sentirsi vivi quando si ha paura che la propria "via" sia "senza cuore". Lo sai benissimo chi sono quando sono la fatina nel lago e sai chi sono quando sono il cobra sprezzante. Lo sai perché lo leggo e nonostante tutto sei lì ad aspettare che io ti dica che sono felice e nello stesso tempo non vuoi più aspettare, aspettare cosa? Che il mondo invisibile si renda meno bastardo? Credimi, la mia porta non è una di quelle porte che si fingono apribili e restano chiuse e forse non è spalancata, c'è discrezione, paura, ma non c'è freddo. Non ti sto cacciando anche se mi rendo conto che ciò che ti ho detto, dal tuo punto di vista, non cambia l'effetto. Cosa posso fare, io, adesso? Adesso che leggo che Lei .. è me? Qualsiasi cosa io dica o faccia, ora, sarebbe sbagliata.

Lei fragile e tagliente, pura ed oscura.
Ossidiana e diamante, cristallo e giaietto.

Lei che riempie l'aria quando non c'è.
Lei che mi manca quando sono in sua presenza.

Lei a cui darei ciò che non chiede.
Lei che mi chiede ciò che non posso dare.

Lei che mi cerca per tenermi lontano.
Lei che cerca silenzio nelle mie parole.

Lei che aspetto.
Lei che voglio.
Lei che amo.

Studio Illegale


Sto praticamente divorando questo libro, che trovo assolutamente esilarante nella sua "tragicomicità". L'autore afferma che un blog può essere letteratura, ed io condivido. Studio illegale non è il top del pensiero -e della vita umana-, riflette le vite incolori di una modernità professionalmente -e di riflesso umanamente- cinica e arida. E' una caratteristica che oggi accomuna un po' tutte le categorie non operaie.
Mi sembra la descrizione del limite della piccolezza e della falsità umana, perché altri termini non mi vengono in mente, ma lo stile crea delle immagini così comuni e condivise che il tutto diventa perfino normale, ovvio. Divertente. Sono ai primissimi capitoli e non vedo l'ora di finirlo, mi ritrovo a ridere da sola.. ebbbravo Andrea Campi!!

Ipse dixit

Il democratico: Ho uno stile post-moderno, perciò scrivo per frammenti.. ho uno stile post-moderno, ma sono un padre del pensiero moderno.
io: ma cosa vuol dire "post-moderno"?
democratico: Eliot...
io: ma va cagare

io: C'è stato un periodo in cui mi scrivevo le parole Amore-Gioia.. (sul braccio)
democratico: Ti ha portato fortuna?
io: Sì, nammerda

io: ti laurei entro due anni
democratico: perché?
io: l'ho deciso io
democratico: mi laureo se tu mi sposi
io: nello stesso giorno!?!?
democratico: almeno quello no..

io: il direttore ha detto che entro due mesi mi vuole operativa davanti e dietro.
democratico: ....

democratico: pazza. Adoro questa donna perché è pazza. Simpatica come un cobra col mal di denti. Non sei inconvincibile, sei deliziosamente testarda.

io: Sono inadatta al front office: i clienti mi stanno sui coglioni!!
democratico: si parte dal presupposto che tu sia in una posizione sottomessa..
io: ....

democratico
scout: Facevamo alzabandiera con la biancheria intima delle ragazze.
io: (psicopatici)
democratico scout: la prima volta che l'ho fatto è da anima.. esploratore.
io: ...

martedì 9 febbraio 2010



fermatemiiiiii

Come innervosire il vicino sull'aereo?

1. Estrarre il PC portatile

2. Lentamente e cautamente aprire il Laptop

3. Accenderlo

4. Controllare che il vicino stia guardando

5. Aprire Internet

6. Chiudere un attimo gli occhi, aprirli nuovamente e rivolgere lo

sguardo al cielo

7. Respirare profondamente ed aprire questo link

http://www.myit-media.de/the_end.html

..Osservare l'espressione sul viso del vicino



C'era tanto tempo fa un'antica civilta'
c'era Atlantide si sa

lunedì 8 febbraio 2010

furiosamente veloce

Quando un caro amico ti chiede: “siamo alle solite flebo di Placebo?” ti rendi conto che certe cose, cose che hanno segnato delle tappe, che eri solita dire e fare, non passano.

Una canzone mi riporta sul tetto, e stasera solo idealmente, puntando lo sguardo sui castelli di Giulietta e Romeo, tanto per respirare la foschia invernale guardando riverberi di luci artificiali.

E quando l’eccitazione scalda il sangue nelle vene, allora ti senti onnipotente e non puoi più lavorare in gruppo “sembri su di giri” e la cosa migliore è lasciar fluire l’ispirazione oltre il livello della mente per far sì che il genio prenda possesso delle tue facoltà espressive.

Così nasce l’Arte, “vibri come una bomba a mano prima di esplodere”, ma così è anche per la distruzione, nel compiere il miracolo della trasformazione o, in definitiva, dell’evoluzione.

Più in là, sui prati, i ragazzi seduti in cerchio a discutere lo seguono con gli occhi, incuriositi. Uno si alza facendo svolazzare qua e là la stoffa celeste dei pantaloni a zampa e si dirige verso l’albero. Dietro lo segue un cane, uno di quelli che percorrono la villa a rasoiate, il pelo vergognoso, le zampe ad aculeo e il corpo stretto che prende il vento come una vela, cambiando forma ondulare mentre corre di lato resecando l’area di un’aiuola, alacre e inutilmente mercuriale, senza un’origine e senza una meta e quindi, come ogni bestia senza meta, furiosamente veloce

-Il tempo materiale di Giorgio Vasta-

domenica 7 febbraio 2010

Adrenalina

Sono appena rientrata a casa e praticamente non ho sonno. Sarà che l'esercizio fisico di oggi mi ha elettrizzata di endorfine e adrenalina, che è proprio ciò che mi serviva in questo periodo, o sarà il rumore alla festa del vigile, per me un perfetto sconosciuto (ma sempre meglio farseli amici che urlarci contro). Comunque anche questa giornata è volata tra una corsa e l'altra e l'unico impegno che non sono riuscita a soddisfare, è stato studiare il manuale Nikon. Però ho trovato una casa che potrebbe fare al caso mio e sarebbe mia intenzione vivere sola entro l'estate.
Mi sento felice perché ho passato una meravigliosa sera con gli amici, particolarmente premurosi.
Insomma, sembra che i miei buoni intenti stiano dando i loro frutti, con un po' di impegno e di attenzione. In bagno turco oggi pomeriggio mi è venuto da chiedere a un ragazzo se per caso fa yoga. Non so esattamente perché l'ho fatto, ma alla sua risposta affermativa ne è nata una piacevole conversazione.
Insomma, se qualche volta è difficile considerare con occhi oggettivi quello stramaledetto bicchiere, è anche vero che la metà che c'è, è davvero soddisfacente, se riesci a coglierne l'essenza. Non sono una di grandi parole e non è da me fare dichiarazioni sensazionali, per questo non riuscirò mai ad esprimere ciò che provo per le persone che fanno parte della mia vita.
Spero possano cogliere tutte le parole che non dico.
Adesso concludo la serata con il manuale, per non pensare al lavoro che ultimamente si fa impegnativo. Pare che entro la fine dell'anno sarò sola all'esecutivo: la mia collega lascia la filiale, perciò mi sto trasformando in una spugna e la cosa, oltre che a stressarmi un tot, mi da una certa carica. E come mi preparerò per la presentazione del libro? Io mi darò alla macchia..
Il mio Becchino ha un figlio, l'ho battezzato Martino. E' un altro pollo giallo che ogni mattina ondeggia con quel suo colore brillante che mi sembra un sole che non tramonta mai.
Ho un nuovo proposito per il 2010: tornare a scrivere divinamente con la penna. Scrivere è un'arte che non voglio perdere.

sabato 6 febbraio 2010

'Teuio en-dro an avel c'hlas

Da analañ va c'halon c'hloaz't




non lascerai mai solo un compagno ferito

venerdì 5 febbraio 2010

SERIA, SERIAAAA

Comprendere, imparare, sapere





Non avevo appuntamenti sportivi da quando stavo con il bello della palestra, un giovane ingegnere che tutte mi invidiavano e con cui avevo un rapporto anomalo. Ci vedevamo quasi esclusivamente per gli allenamenti, a correre in salita in collina o a sfidarci sul più breve recupero tra una serie e l'altra. Poi cambiai città, mollai il bello della palestra, rimasto un caro amico, intensificai l'allenamento fino a ridurre il mio corpo a una bustina di thé usata parecchie volte ma inesauribile.
Il rischio di cambiare la rotta mentre la velocità warp drive è a 9 sta tornando perché le mie decisioni migliori continuano a uscire col sudore.
Ho anche iniziato con i buoni propositi per il 2010, per es il bagno turco. Unghie rosso brillante e costume in tinta, un modo per farsi intravedere nella foschia bianca come la mia pelle, dove altrimenti sembrerei la classica apparizione mistica del post sforzo.
Piuttosto, per me l'altra sera l'apparizione mistica è stata una puttana. Quando credevo di essere credente, avevo sentito dire che Gesù si cela nei panni dei più disgraziati. Un modo per dire "l'apparenza inganna". Se con gli anni ho imparato che liberarmi dei dogmi è un modo per arrivare alla Verità, è bastato un minuto per ricevere una lezione che non necessita di sacre scritture.
Il mostro dell'ultimo schermo porta con sé un messaggio. La puttana ha conservato l'orologio da 400 euro che avevo lasciato incustodito per sbadataggine e me lo ha reso al mio ritorno. Al di là del suo valore affettivo e materiale, il gesto mi ha dato uno schiaffo, molto piacevole.
Lei, con il suo abbigliamento volgare tra il ridicolo e il nauseabondo, con quelle tette portaerei innaturali e sproporzionate, con quelle labbra fuxia con le quali dio solo sa cosa.
Con quelle labbra fuxia sorridenti, con quegli occhi luminosi, che io, adesso, so quel che mi basta.