martedì 24 febbraio 2009

giovedì 19 febbraio 2009

Voglio un segno

Non è mai successo che io mi sia arresa. Sì, molte volte mi sono trovata a terra con una lama puntata alla vena del collo, molte volte mi sono sentita senza speranza. Talvolta la lama spuntava per aggredirmi da dietro, inaspettata. Ho pianto, odiato i miei compagni, i miei nemici, il sole che mi accecava, la pioggia che mi ha fatto scivolare, la nebbia che m’impediva di vedere. Spesso penso che la mia battaglia sia ferma a combattimenti che si ripetono come in un disco o come gli esami che non si superano mai perché il nemico è subdolo e più forte, o noi distratti. Altre volte sento invece di essere invincibile e non mi ferma niente, come se mi animasse lo spirito di un leone a caccia. In quei momenti oltrepasso le linee contrapposte con tutta la furia della mia violenza. Amici o nemici non fa differenza, come se io fossi armata di falce e passassi sopra a ogni cosa che con la sua presenza oscura la mia linea retta verso chissà quale obiettivo. Ma un muro non si falcia e spesso l’ostinazione diventa controproducente, spreco energie in lotte senza senso, contro il mio Intento stesso. La mia natura mercuriale mi porta altrettanto spesso a pensare ed è chiaro che penso troppo, fino alla nausea, fino ai tarli che divorano il cervello, che muovono le emozioni. L’Ego si mette a sussurrarmi cose vere e false all’orecchio ed io mi sento succube, vittima, dea, padrona, schiava degli eventi. A seconda di cosa fa più comodo a lui. Allora amo e odio, poi piango e mi rassegno. Ultimamente prego affinché la Forza emerga più prepotente che mai in me, ma non per abbattere i muri, non per grattarci sopra cercando di scalfirli un po’, ma solo per raggirarli. Con tutta l’ansia trascinatrice della disperazione o della rassegnazione o della forza vitale che come una piccola cordicella mi trascina, allora, fallita la battaglia contro un muro che mi rispecchia, vado incontro a un nemico che mi vede senza armi, a mani alzate. Eppure, nonostante questo, sono ancora qui. Ma dove sto andando, se oltre il muro non posso procedere? Che strada sto seguendo? Ma sto seguendo davvero una strada o mi sono solo arresa all’evidenza, alla delusione, all’impotenza di agire e mi limito a guardarmi attorno, forse perché lo specchio mi spaventa?No, non è mai successo che io mi sia arresa, solo, a volte, capisci che non è la testa del nemico che vuoi, vuoi semplicemente poter camminare senza che il nemico t’impedisca di farlo per ragioni che il nostro Ego ci consiglia di valutare, ma che non noi non vogliamo accettare e non lo faremo mai.
Voglio un segno.

lunedì 9 febbraio 2009

giorni che si susseguono

I giorni passano e la mia lotta prosegue. Certo, qualche volta sconfino e mi rendo conto che per quanto io mi ostini a trascinarmi lì fuori, alla fine, ciò che mi fa stare meglio, è tornare nei binari. Non so avrò sempre questa forza, ma so che è ciò che chiedo a me stessa e quando mi sento barcollante, allora ripenso al mio intento e mi lascio un po’ andare, accetto. Ho iniziato un nuovo rapporto con me stessa, di conseguenza, ho iniziato un nuovo rapporto con gli altri. Il sole splende e non mi importa per chi si leva, ne approfitto per scaldarmi anch’io.

domenica 1 febbraio 2009

riflessioni

I sei Avi hanno messo in questo mondo molte cose e tutte dovrebbero essere felici, ogni piccola cosa è stata mandata con uno scopo e in quella cosa ci dovrebbe essere la felicità e il potere di rendere felice, come le erbe che si mostrano a vicenda i teneri visi, così dovremmo fare noi perché questo è il desiderio degli avi del mondo.
-Alce Nero-