domenica 31 ottobre 2010

Buon Halloween a tutti voi! Che questa notte terrorizzi le vostre delusioni, i dispiaceri, le paure, le difficoltà, le malattie, e ogni cosa che volete se ne scappi via per sempre.
Voglio che tutto ciò che esiste di più bello vi arrivi come una ventata di fresca novità: tanti semi di gioia, serenità, successo e amore, pronti a sbocciare per tutti i mesi a venire.

sabato 30 ottobre 2010


Secondo il genetista danese Hans Eiberg dell'Università di Copenhagen, l'occhio azzurro deve la sua origine a un mutamento seguìto alla drastica diminuzione della produzione di melanina avvenuto circa 10.000 anni fa in alcuni soggetti risiedenti nel Mar Morto. Adesso viene fuori che qualche mio antenato, prima della migrazione che ha condotto la nuova razza albino-ariana in nord Europa, era un pre-talebano afghano, ma è roba da pazzi!

venerdì 29 ottobre 2010

dopo una notte insonne


Io ho un segreto. Tutti hanno almeno un segreto, penserete voi. E' vero, ma io ho un segreto che non sto tentando di cancellare dalla mente, tanto non ci riuscirò con l'ostinazione, gli armadi esplodono, le menti urlano, il corpo parla da sé, le nostre scelte rispecchiano le scelte di quel mistero. Perciò non lo odio, non voglio chiuderlo nello sgabuzzino e fingere che non ci sia, non diventerà un totem da chiudere sotto chiave. Il mio segreto è nascosto perché è palese e io non faccio nulla per giraci attorno. Forse un giorno lo salterò via, anzi, sicuramente è così. Perché in passato è già successo.
Il mio segreto non è illegale, non è un omicidio o qualcosa di brutto che ho fatto, non è una malattia né qualcosa di cui vergognarsi. E' una debolezza, ecco.
Mi hanno detto che sono fragile ma non indifesa. Ecco, il punto è questo.
La fragilità è sintomo di sensibilità e la sensibilità può essere uno svantaggio, ma in realtà non lo è quando impari a cosa serve. Io ho imparato a cosa serve. Ecco il mio segreto, non vi scriverò come ho fatto a scoprirlo. Adesso è come un pacchetto regalo aperto perché tutti possano guardare, la gente guarda ma non vede. Io sì invece, vedo. Taccio, esploro. Una volta esplorato tutto, andrò.
Avrei voluto dire qualcosa però non mi è stata concessa questa possibilità. Il mio tempo era scaduto e oggi penso sia meglio così perchè le cose da dire cambiano quando acquisti maggiore consapevolezza sulle stesse. Oggi direi cose diverse. Penso che le scriverò a penna e poi le sotterrerò in giardino, poi ci pianterò sopra un fiore e poi guarderò se avranno dato buoni frutti.
E poi io aspetterò di vedere che cosa mi capita.
Vorrei scrivergli "vieni da me, ho voglia di riabbracciarti", ma sarebbe un grave errore. Io non voglio abbracciare nessuno, voglio che si abbia voglia di farlo a me. Insomma, questioni di volontà mischiate e perdute. Ma quello che provavo non è mai cambiato e non si è mai perso.



giovedì 28 ottobre 2010

divisibile per me stessa

Ammettendo la libertà di espressione, mi piange comunque il cuore notare lo stroncamento critico dei perfetti sconosciuti, postati qua e là nei siti più disparati. Mi piange il cuore perché la gente non riesce, nemmeno per sbaglio, a cogliere il significato più profondo di questa pellicola.
E' complesso e inquietante, a volte il film sembra prendere la piega di un noir, sullo sfondo di una Torino che angoscia. O forse angoscia me, perché è così che io vivo quella città, dopo la morte degli zii.
Il dramma psicologico di due ragazzi diventa il protagonista assoluto e la domanda è: supereranno i nostri eroi il complesso che li tormenta fin dall'infanzia?
Io mi sono commossa, la musica fa la sua parte, coglie l'essenza del momento lasciando in sospeso i fatti che faticano a prendere forma oppure che sono scontati come le fasi adolescenziali.
Poi c'è gente che trova banale e noioso La solitudine dei numeri primi.
Io so perché. Perché questa gente è solo un numero.
I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per sè stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini,anzi,quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli.Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li si scopre.
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.


martedì 26 ottobre 2010

Mattia lo sapeva. Sapeva tutto quanto, ma non riusciva a muoversi da dov'era. Come se, abbandonandosi al richiamo di Alice, potesse ritrovarsi in trappola, annegarci dentro e perdersi per sempre. Era rimasto impassibile e in silenzio, ad aspettare che fosse troppo tardi.

Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi

"Vedi caro" canzone di Guccini, più o meno

E' difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente. Tutto quel che posso dire è che cambio un po' ogni giorno, che sono differente. Certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà. E' difficile spiegare, capire, se non hai capito già... Certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire. Le stagioni e i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Non capisci quando cerco in una sera un mistero d' atmosfera che è difficile afferrare, quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare, quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà...
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora, anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che ora mi fa lontana.
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi, tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei pago del tuo gioco e hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!
Sii contento della parte che hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capire quello che sento, per sentire che ciò che cerco non è il nuovo o libertà.

lunedì 25 ottobre 2010




Se l'uomo che starà con me penserà di non darmi un figlio, allora non starà affatto con me!!
Mickey: The whole world's comin' to an end, Mal!
Mallory: I see angels, Mickey. They're comin' down for us from heaven. And I see you ridin' a big red horse, and you're driving them horses, whippin' 'em, and the're spitting and frothing all 'long the mouth, and the're coming right at us. And I see the future, and there's no death, 'cause you and I, we're angels...
Mickey: I love you, Mal.
Mallory: I know you do baby, and I've loved you since the day we met.

domenica 24 ottobre 2010

un padre a sua figlia

Non è quello che dici: è quello che non dici. Non un'ombra di trasalimento, un bisbiglio di eccitazione. Questo rapporto ha la stessa passione di nibbi reali. Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio. Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla. Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi, io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto.

Io non sto vivendo. Voglio dimenticare il cervello e innamorarmi di qualcuno che mi ami davvero.

five is a star

Non avevo nessuna voglia di uscire ieri sera, ma era uno dei miei propositi per l'anno nuovo perciò mi sono imposta di farlo. Mi sono presentata al Covo del Ribelle strizzata dentro un microscopico vestitino verde militare coperto di paillettes e senza l'ombra di una spallina a tenerlo su.
Nessuna voglia di cibarmi, men che meno di bere schifezze alcoliche. Non troppo in vena di compagnia: ero fondamentalmente assente. Un mio amico dice che la poesia di Neruda "Mi piaci silenziosa", è stata scritta per me. Tuttavia il mio senso dell'umorismo che nasconde sempre un velo di inquietudine coglie l'attenzione e quando parlo tutta la compagnia tace per ascoltarmi.
E' un agguato contro il mio Ego o è una maschera sociale?
Provavo la sensazione di avere ingerito candeggina e avrei voluto vomitare solo per togliermi quel gusto che era di origine mentale.
Avrei voluto che qualcuno entrasse e mi portasse via senza dover decidere io perché, dove, quanto. Insomma, lasciarmi andare.
Ho sognato che ero un cavaliere e il mio vecchio padre, il Re, mi portava sul molo. Io guardavo l'acqua e sulla superficie ho visto il mondo come dall'alto. C'era la fine, esplosione dopo esplosione.


sabato 23 ottobre 2010



questa invece è per il mio amore duro a morire


questa è per me

la mia via tolteca-atto secondo

Il fatto di recitare un ruolo sociale, non implica la maledetta arte dell'inganno perché accade che quasi sempre recitiamo inconsapevolmente. Si crede di essere X, o ci si sente di "dover essere" X perché in tal senso siamo stati educati e condizionati dalla società, e perciò si diventa X.
E tutto va bene.
Ma se per uno scherzo del destino, invece, ci sentiamo Y, magari anche contro volontà, ecco che nasce in noi -e attorno a noi- un vero e proprio conflitto.
La ribellione, il giudizio. La malattia: perché noi non ci perdoniamo se non riusciamo a indossare la maschera che tutti -perfino noi stessi- si aspettano che indossiamo.
Ma c'è un modo per uscirne? Ovviamente sì, richiede anni di addestramento, faccia tosta, coraggio e una grande apertura mentale.
Io ho cominciato parecchi anni fa, il giorno in cui si è rotto il seme del Dubbio e l'albero ha iniziato a crescere dentro di me. Quel giorno, me lo ricordo perfettamente, mi sono detta: i fantasmi non sono lenzuola bianche.
Al liceo l'insegnante diceva sempre che non andavano bene le frasi in negativo tipo "non è un cane nero" ma che si doveva sempre scrivere al positivo "è un cane grigio". Ma come si può ragionare in questo modo, quando non sai esattamente cos'è quella cosa cui stai pensando?
Perciò, non posso non dire, o meglio, posso dire, "non siamo quello che sembriamo", e al contrario, non posso dire cosa in realtà siamo. Perché non lo so.
Ieri una mia amica mi ha parlato di quando è morto suo padre. Lei e i suoi fratelli assieme alla mamma erano accanto al letto quando l'uomo stava morendo. La moglie lo chiamava continuamente, disperandosi, e lui si sentiva impedito a morire e riprendeva faticosamente a respirare. Lui aveva paura della morte perché era uno scienziato ortodosso, dopo la morte non c'è niente.
Io le ho risposto "non si teme la morte in sé, ma il passaggio, perché non lo conosciamo e pensiamo faccia male.. ma in realtà non è doloroso". In quel momento ho avuto una strana sensazione di cui lei si è accorta e dopo qualche momento di silenzio, a voce alta, ho detto "ma io cosa ne so?"
Il punto è proprio questo, non si tratta di sapere o d'ignorare, o di credere, si tratta di avere fede.
La fede è come una piccolissima luce lì in fondo al buio, che quando hai smesso di credere a tutto e ti senti solo e senza volto, ti da il coraggio di attraversare la strada, qualunque essa sia.

A tribute

mercoledì 20 ottobre 2010

Stai aspettando un treno, un treno che ti porterà lontano.
Sai dove speri ti porterà, ma non puoi esserne sicura.
Ma non importa: perché saremo insieme.



Almeno nei miei sogni

Ultime dalla banca

"Riuscirò mai a portarti fuori una volta, magari ci troviamo una mattina di queste a fare colazione?"
Questo cliente che trasuda soldi da tutti i pori si chiama Bollori il che è tutto dire...
Ma mi ricorda Stanford.
"Ma perché rifiuti ogni mio invito?" questo, invece, mi ha stupita molto per il coraggio che ha dimostrato nel chiedermi di uscire più e più volte.
Secondo me è una vecchia spugna.
"Posso darti un bacio come faccio con le belle donne?"
Questo ha 500 anni.
"Ti va di andare a cena una sera di queste?"
Due meravigliosi occhi azzurri, ma sfigatello.
"Sei libera per pranzo?"
Un carabiniere no, ve prego...
Il più elegante è quello che mi ha lasciato pagato un pranzo al ristorante.
E ovviamente è sposato.
Eccheccazzo!

Il direttore mi ha comunicato l'eccellente esito degli ispettori al controllo del mio lavoro, io ho comunicato il mio dubbio se restare o partire. Lui dice di andare. La valigia è lì che mi chiama..

martedì 19 ottobre 2010

la mia via tolteca

Chi ha seguito il mio blog dall'inizio, forse si è chiesto dove sia il confine fra la realtà e l'immaginazione. A voler essere buoni.
Non è ben chiaro quale ruolo do alla magia, alla natura, a dio, all'amore, al lavoro, al sogno, alla paura, alla solitudine, all'allegria, alla trasgressione, a tante cose.
Non è ben chiaro in cosa credo, se credo.
Non è ben chiaro se prevalga la fragilità o la forza d'animo, il dubbio o la certezza.
Il continuo oscillare di forze contrastanti denota solo la mia natura umana, con la quale compartecipo al destino di chiunque altro.
La vita che è come una festa in maschera dove tutti credono di essere o di dover essere quella cosa che tengono davanti alla faccia, a costo di sentirsi falliti senza.
Il ribelle, il pagliaccio, la bella, il professionale, il realizzato, il gay, il macho, la svampita sexy.
Dobbiamo essere una figura che gli altri possano riconoscere e ammirare, stimare, temere.
La bancaria, la Donna dei misteri, l'inarrivabile, la sentimentalmente stuprata, l'acida opinionista, la sognatrice romantica, la fredda cinica, l'attrice del Teatro Panico, la ribelle, l'impostata convenzionale, l'allegra socievole, la tagliente spiritosa, la trasgressiva, la dolce, la stronza, la rassegnata, la responsabile, l'indifferente, la Guerriera solitaria, la Tradizionale progressista.
Sono e-non-sono tutte queste cose (le maiuscole sono volute e importanti, compresa l'assenza di "ismi", anche se non pretendo la comprensione di ciò).
Tutte perché la gente mi riconosce nell'uno o nell'altro paradigma, nessuna, perché io so di recitare dei ruoli sociali. Se sei consapevole, sei avvantaggiato e hai già compiuto un passo.
Levare le maschere, a mano a mano, anche quelle che ci piacciono, per uscire dalla grotta di platonica memoria, comporta atti di grande coraggio.
A volte sono inevitabili, e non è il mio caso perché io non sono un Genio.
Corrispondono comunque a sforzi incredibili e atroci dubbi, sensazioni di frustrazione e debolezza, intolleranza. Qualcuno si uccide, perfino.
Ma questi sforzi conducono sempre oltre, si va fuori dal circuito come da una matrioska, strato dopo strato.
Io non posso dimenticare le pugnalate prese, perché l'arma era la mia, l'avevo concessa io alle persone, per questo i miei sentimenti non cambiano: resto fedele alle mie scelte, anche quando comportano rischi e perdo e son costretta a pagare.
Non rinnego i miei sentimenti, li ridimensiono. Non dimentico, ma non mi trattengo nella rabbia.
Amo. E difficilmente smetterò di farlo anche se mi è costato tanto.
Per questo so che sto andando oltre e che a contenere tutti quei volti con cui appaio al mondo, rimane "quello spirito guerriero che rugge" entro chiunque lo sappia ascoltare.

Inception o Castaneda?


Sotto la direzione di questi uomini e donne particolari, fiorì nel Messico antico una cultura che non è stata mai veramente compresa dagli storici. Gli stregoni di quel tempo avevano portato le loro tecniche del sognare ad un punto tale di perfezione, che erano in grado, tramite le loro attenzioni del sogno accomunate in un solo sforzo, di proiettare copie di case o di intere città in altre dimensioni, per poi seguire essi stessi e fermarsi a vivere in quei mondi. Sognavano e creavano insieme un nuovo mondo.
In un certo senso si può dire che divennero pure loro inorganici e quindi quasi immortali, ma a quale caro prezzo! Erano finiti in un mondo che poteva esaudire quasi tutti i loro desideri, eppure anche l’eternità, col passare dei secoli, può diventare una via di tortura. Molti di quegli stregoni stanno vivendo ancora oggi in quel mondo parallelo, dal quale però non hanno più via di uscita, giacchéil loro proprio mondo è già da lungo tempo scomparso e dimenticato. Secondo don Juan, essi erano finiti in una trappola nel momento stesso in cui avevano accettato il patto con gli inorganici e, per così dire, avevano sottoscritto un accordo che era tanto vincolante e seducente quanto l’accordo alla base della nostra socializzazione, una convenzione che noi abbiamo imparato a prendere e a considerare come “l’unica vera realtà”.
Fortunatamente non tutti caddero nella trappola. Alcuni degli antichi stregoni furono sufficientemente sobri da non perdere il controllo della situazione. Quel nuovo mondo in fondo non era che la conseguenza di una posizione del Punto d’assemblaggio, così come la nostra realtà, e l’interpretazione di esso null’altro che la percezione di un flusso di energia. Così decisero di muoversi oltre e scoprirono che c’erano moltissime altre posizioni che aprivano l’accesso ad altri mondi, ognuno dei quali tanto reale e vincolante come quello a noi familiare.

Esplorarono questi nuovi mondi e constatarono che erano disposti come gli strati di una cipolla: ognuno adiacente all’altro. Ed il nostro mondo quotidiano non fa eccezione. Tutti questi universi,ovvero tutte queste posizioni del Punto d’assemblaggio, si dimostrano, per via della speciale energia che essi generano, particolarmente stabili e vincolanti, così che da alcuni di essi addirittura non esiste alcuna via di uscita.
Don Juan racconta che intere schiere di stregoni erano scomparsi e mai più tornati dal loro viaggio, mentre altri avevano deciso coscientemente di cercare la loro fortuna in quei mondi e nessuno seppe mai che cosa trovarono.

lunedì 18 ottobre 2010

...che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro...

domenica 17 ottobre 2010

la verità sta nel mezzo

Voglio andare a vivere dove c'è sempre il sole e la pioggia scende leggerissima di notte per rinfrescare il verde.
Sapere ogni mattina che è un giorno speciale perché gli uccelli cantano sul davanzale.
Ammirare i fiori là fuori e non saper mai decidersi su quale sia il più bello.
Impastare una torta di mele prese dall'albero e guardarla crescere dal finestrello del forno, impaziente di mangiarla.
Svegliare con un bacio chi mi dorme accanto e poi fare colazione all'aperto dimenticandosi dell'orologio.
Stendere le lenzuola in giardino e giocare che siano vele sul mare.
Sfidarsi a chi arriva per primo là in fondo e invece arrivarci per mano.
Fare l'amore per ore e poi chiacchierare e ridere senza pensare al domani.

E trovarsi con un maglione di lana scrivere puttanate in un blog che leggo solo io.

Sapere ogni mattina che è ora di alzarsi perché è già passato il camion delle immondizie.
Ammirare fiori putrefatti in giardino e non capire se siano marroni o neri.
Notare il passaggio lento di un gatto randagio che si ferma a pisciarci sopra.
Impastare una torta di mele e accorgersi di non avere mele in casa.
Decidere di farla senza mele e vederla afflosciarsi sotto i tuoi occhi.
Stendere i panni al profumo freschezza di mare ed essere chiusi in una stanzetta in città.
Ricevere un sms da qualcuno che vuole solo trombarti.
Mandarlo a farsi fottere e pensare che domani è già lunedì.
Rompere la sveglia contro l'armadio.
Precipitarsi in auto per non fare tardi al lavoro.
Fare tardi perché piove e c'è stato un tamponamento.
Ringraziare dio che almeno stavolta tu non ne sei coinvolto.
Ricevere la prima telefonata dei clienti e capire che sarà un'altra giornata di merda.

nervi

Ho un diavolo per capello. Devo fare sesso al più presto, anche se ormai non mi ricordo neanche più come si fa. La pioggia mi innervosisce, la domenica dovrebbe essere il "giorno del sole". Mi danno sui nervi i miei corteggiatori che non capiscono un emerito cazzo della sottoscritta. C'è chi mi ha scritto di voler portarmi in un luogo tutto relax e coccole. Coccole?!!??!!? Ho gli sforzi di vomito solo all'idea di sentirmi addosso quelle mani, l'ultima volta che le sue braccia mi sono piovute attorno al collo ho avuto la tentazione di prenderle e usarle per scaraventare l'uomo a terra.
D'altra parte sbaglia tutto colui che tenta l'approccio con "donna, vestiti che usciamo". Gli ordini non li prendo nemmeno da Gesù Cristo, piuttosto passo la sera seduta sul water a leggere Topolino.
Questa tipologia pensa che mi piaccia l'uomo forte, che comanda, che non deve chiedere mai.
Provo una gran pena per tutti loro.
Mia cugina per l'ennesima volta mi chiede di trasferirmi da lei in Australia.
Io sto valutando la cosa.
Anch'io come tutti, avevo letto dei racconti sui giornali. Ma certo esistevano libri speciali che non ho mai avuto la curiosità di consultare; in essi forse avrei trovato dei racconti di evasione. Avrei saputo che almeno in un caso la ruota si era fermata, che in quel precipitare irresistibile, una sola volta, il caso e la fortuna avevano cambiato qualcosa. Una volta! In fondo credo questo mi sarebbe bastato: il mio cuore avrebbe fatto il resto.
-A.Camus-

sabato 16 ottobre 2010

vattene ross vattene


dedica di Bud, O no?

poesia

Sospiro

L'anima verso la tua fronte, o calma sorella,
dove sogna un autunno sparso di macchie di porpora
e verso il cielo errabondo delle tue iridi
angeliche, sale, come in un malinconico
giardino, fedele un bianco zampillo sospira
verso l'Azzurro!
- Verso l'Azzurro raddolcito d'Ottobre
pallido e puro che specchia il suo languore infinito
ai grandi bacini e lascia, sull'acqua morta
dov'erra col vento la fulva agonia delle foglie
scavando un gelido solco, trascinarsi
il sole giallo con obliquo raggio.

(A.Einstein)

Ma cosa cazzo vuol dire?


About all of the things that I long to believe
About love and the truth and
what you mean to me
And the truth is baby you're all that I need

giovedì 14 ottobre 2010

"Ciò che gli occhi non vedono, il cuore non sente". Ebbene, io affermo che non c'è niente di più falso. Quanto più lontani stanno, tanto più vicini al cuore sono i sentimenti che cerchiamo di soffocare e dimenticare. Se siamo in esilio, vogliamo serbare ogni ricordo delle nostre radici; se ci troviamo lontani dalla persona amata, chiunque passi per la strada ce la fa ricordare. (Undici minuti, P.Coelho)

mercoledì 13 ottobre 2010

Ho studiato diplomazia, ma sono diplomatica per educazione, non per indottrinamento accademico. La mia conosciuta fredda cordialità dal gusto "aristocratico" ("ti fa sembrare snob e non lo sei" dice Max) nasce nella testa.
L'altro lato di me è l'emotività, che a volte si sprigiona in dolcezza melense, altre in malinconia delirante, altre in rabbia furibonda. A quattro anni, col muso lungo fino a terra e un silenzio tombale, ho disintegrato una banconota da dieci dollari.
Il denaro già mi faceva vomitare.
E' la parte barbara e sanguigna di me. Il mio Dio dovrà tenere in mano non un rosario, ma quanto meno un fulmine. I miei antenati devono essere Attila e Ezzelino da Romano.. Mia madre mi dice "dai, sciocca!", mio padre sghignazza dandomi ragione.
"Bisogna cimare le cime più alte" (il papato) affermava Ezzelino. Così, essendo un noto guerriero non sottomesso, ma ribelle al potere, è passato alla storia come Il Feroce.
Lo stimo.
Mamma diceva spesso che sono nata -e sempre stata- una ribelle. Oggi invece dice, più correttamente, che sono un'anticonformista, uno spirito libero idealista, sognatrice e che perseguo il mito della Giustizia.
Qualcuno dice che queste caratteristiche mi precluderanno la Felicità perché non saprò mai adattarmi e accettare il mondo che mi circonda.
Se tutti gli alberi si comportassero così, nessun albero farebbe la gran fatica di crescere più degli altri in altezza per raggiungere la luce.
E nessuno saprebbe della luce.
Io ho la fortuna di averlo sentito dire, come una cavernicola di Platone, e bestemmierei la Vita se mi adattassi a indossare la maschera del qualunquismo pur di vivere bene.
Molte donne e molti uomini lo fanno abitualmente e inconsapevolmente.
Le mie colleghe cercano quasi tutte il "buon partito" e cambiano partner come cambiano i calzini a seconda di quanto bene appaiono fra la folla, accompagnate a questi idioti.
In un uomo io cerco il bagliore della consapevolezza negli occhi.
Non mi interessa il trono di apparenza dentro cui ammuffire.
Voglio qualcuno che cammini al mio fianco. In salita.
Stamattina ho sognato che ricevevo un mazzo di fiori.
Il risveglio è stato meno traumatico e perfino la banca, oggi, sembrava meno ostile, dopo quel sogno. Qualche volta la fantasia sa attutire la realtà.

martedì 12 ottobre 2010

pezzi di poesie che mi piacciono

Apri a chi non bussa alla tua porta.

Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.

Ti voglio bene perché sei tanto triste.

Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelline, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte.

L'amore mio mi chiede:
"Qual è la differenza tra me e il cielo?"
La differenza è che
se tu ridi, amore mio,
io mi dimentico il cielo.

lunedì 11 ottobre 2010

della serie: se vuoi una cosa, vai a prendertela!
Mi hanno fatto questo... quando il cubo-Banca mi ha assimilata..


domenica 10 ottobre 2010

....

sabato 9 ottobre 2010

Vanilla Sky

Impazzisco per la scena in cui la trascina dentro casa.
Sogno un Amore che mi guardi come lui guarda Sofia.
E infine non capisco, ma proprio non capisco, come si faccia a rifiutarlo dopo l'incidente...
..... ma io lo avrei voluto comunque!!!!!!!


venerdì 8 ottobre 2010

diario di un'innamorata cronica

Finché sentirò battere il cuore saprò che vale la pena di lottare. E saprò che sarà per amore, perché, mai, orgoglio o paura confonderanno dentro di me gli obiettivi della mia esistenza, ciò che sento di volere.
L'ego ci spinge ad arrenderci, a non agire e soffocare in noi emotività e volontà che sono le nostre virtù in battaglia. Ci fa credere che non possiamo sopportare un "no", e ci preclude la possibile vittoria. Ci fa indossare la maschera della Forza attraverso la resa incondizionata, ma io non smetterò mai di rischiare, di soffrire e chiedermi quanto resisterò, a costo di sembrare una donna debole agli occhi altrui. Ma io saprò che non c'è nulla di più lontano dal vero.
Io t'ho veduto piangere e t'ho sentito imprecare contro il destino. Tu bestemmiavi te stesso e non t'accorgevi d'essere la vittima della tua stessa volonta'. Il destino e' una cosa che non esiste, egli e' il figlio dell'intolleranza ma tu lo vinci con la rassegnazione.
La volonta' ti pone in mano quest'arma e tu sappila adoperare. La lotta puo' essere lunga e difficile ma la spada con la quale combatti non si spezza neppure sul granitico blocco dell'impossibile. Questa forza ignota non cessa di proteggerti fintantoche' saprai educare il tuo cuore insegnandogli a conoscerla.
Non dimenticare che gli istinti e l'intelligenza hanno sede nel tuo cervello, mentre che l'anima tua, invece, risiede nell'infinito dove la perfezione esiste.

giovedì 7 ottobre 2010

Natural Born Killers


Il matrimonio più romantico
Mickey e Mallory Knox

..una che strilla come me...

Evviva!

Dopo un bel po' di tempo, il mio blog "serio" Evae Scripta Manent presenta un nuovo post, frutto di una discussione avuta con i miei "psicopatici" amici e che in questi giorni ho deciso di trascrivere perché non sia persa nel mondo delle Idee! Grazie a tutti i partecipanti, anche a quelli che mi fanno incazzare (e dove sta la novità??)

martedì 5 ottobre 2010

se tu fossi qui con me questa sera

lunedì 4 ottobre 2010

la congiunzione della Via della Guerra con la Via dello Spirito

Kali Yuga a parte, probabilmente la questione è più settaria di quanto si pensi, nelle realtà monastiche incluse, ciò giustificherebbe sia il difficile riscontro storico e spesso pure quello mitologico o religioso, sia le difficoltà oggettive di reperire dati e di conseguenza di poter svolgere un lavoro di ricerca approfondito e "scientifico" senza dover sconfinare nella letteratura "fantastica". Attribuendo ad Agarthi un significato che va al di là dell'organizzazione materiale, politica e spirituale, di uno o più gruppi, significato che dunque si ricollega all'ideale centro Sapienziale di una ipotetica ruota formata dalle tradizioni, mi sembra piuttosto "problematico" ricondurre ad Ordini (nello specifico es. cavallereschi) il vero e proprio compito di conservare e difendere la Sapienza in Europa, sapienza lì intesa più come frutto della congiunzione delle Vie della guerra e dello spirito. Questa si tratta di una visione plausibile, non voglio negarlo a priori, ma circoscritta e vera non in assoluto, concetto che tende a collidere per definizione con l'ideale polo universale, inteso come Sapienza atemporale, che mi verrebbe più spontaneo collegare in senso lato più ad un certo tipo di arte "sciamanica".
Lo scrivevo il 6 ottobre 2008, prima che si degenerasse nel Guénonismo.
Non si capisce bene se quando scrivevo nel forum io fossi una grande stronza o se fossi veramente la gentile che sembravo, in ogni caso, quel savoir faire mandava lo sfottuto a ringraziarmi senza rendersi conto di niente. Mi dilettavo nell'arte della scrittura ermetica.
Il professore mi scriveva mail di congratulazioni, era forse martinet? Chi lo sa, di certo subiva il mio fascino e io subivo il suo, tutto nascosto dietro un nick name che mai sarebbe stato svelato.
A un bel po' di tempo di distanza, il professore è sparito, ma sono sparita pure io, subito dopo essere salita in cattedra come moderatrice.
Paradossalmente manco da allora e si vede che manca una donna. O meglio, una ragazza che scrive c'è, ma niente a che vedere con la sottoscritta.
Oggi ho intenzione di rimettermi a scrivere di psicostoria religiosa, che è la mia materia, che è l'unica cosa che mi impegna così tanto la Seconda Mente da impedirle di torturarmi pensando a un uomo. Voglio rimettermi a studiare, senza divenirne succube come quando divoravo libri di Viola e di Rostagni la sera, prima di dormire. Che non è la classica lettura serale.
Ho deciso che i libri vanno bruciati. Letti tutti, e poi bruciati, dimenticati.
Alcune discussioni, a qualche anno di distanza mi fanno ridere. Non certo per il contenuto che denota una conoscenza degna di rispetto degli interlocutori, ma certamente per la passione che c'è stata messa. Troppa passione per mere parole, scambi di concetti, niente di più.

venerdì 1 ottobre 2010

Apri gli occhi


Se i mali non passano, basta avere il coraggio di aprire gli occhi..
tutto può essere un incubo, tutto può essere il sogno più bello.

HO RAGGIUNTO GLI OBIETTIVI?

Obiettivi del 2010, elencati nel gennaio scorso...

-allenarsi per correre una maratona; NON FATTO
-iniziare a fotografare degnamente; VELO PIETOSO, GRAZIE.
-vedere gli amici almeno due volte la settimana; RIUSCITO
-imparare e scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno; RIUSCITO
-fare una sonora risata al giorno; MMMMMM
-fare almeno un bagno turco a settimana; MMMMMMMMM
-trovare una casa; NO PERO' HO TROVATO UN AGENTE IMMOBILIARE ROMPICAZZI
-conoscere gente nuova; YESSSS
-allontanare immediatamente le eventuali persone non idonee; BEH...
-farmi trattare come l'unica, la Regina; AVEVO SCORDATO DI SCRIVERE "APE" DAVANTI
-fare una buona azione al giorno; NON C'E' BONTA' SENZA CATTIVERIA... NO?
-sviare il più possibile i pensieri negativi verso la Luce; AL NEON
-abbronzarmi un po'; FATTOOOOOO
-fidarmi di più dell'istinto; CATEGORICAMENTE SI
-cedere a qualche invito da parte maschile; NON SI SA MAI
-assicurarsi che il suddetto se ne freghi di facebook; STENDIAMO UN ALTRO VELO PIETOSO
-disattivare il mio account facebook; LO DOVRO' FARE
-non credere alle parole facili degli uomini e delle persone in generale; NATURALISSIMO!
-allevare un pesce rosso; UN CACTUS ROSSO VA BENE LO STESSO..?!?
-non inculare nessuno con l'auto; CE L'HO FATTA!
-non temere di aprire la "porta", ma con l'attenzione che la cosa sia ricambiata; TRUST NO ONE
-passare un fine settimana a Londra; QUESTO FINE SETT. MA E' SALTATO IL VIAGGIO.
-andare al mare; SI
-cenare indiano almeno una volta. PER FARLO DEVO ANDARE A LONDRA