domenica 28 dicembre 2008

Io ballo da sola


Il fatto che arrossisco come i bambini, gli ha fatto capire alcune cose di quello che avrei voluto non fargli sapere. Con lui ho preferito non negare mai l’evidenza con una qualsiasi scusa banale come il caffè bollente o il riscaldamento, del resto non posso arrampicarmi sugli specchi per sembrare chi non sono. Il mio corpo reagisce contrariando la mia ragione: più sfuggo creando disordine e per aver la scusa di non trovare i tasselli, più li vedo già incastonati nel posto più logico.
Il mio rossore significa allora che lui mi sta dannando ed io malauguratamente glielo lascio fare?
Per la prima volta nella mia vita non sento l’esigenza e non ho alcuna fretta di definire il rapporto o di circoscriverlo e se è vero che si crede a quello che si desidera, io posso dire di credere nella libertà. Perciò, anche se la nostra amicizia balla col desiderio e le mie guance fanno di tutto per rivelarlo, io sento che il gioco è gradevole, proprio perché non esistono figure.
Nell’attimo in cui ci siamo conosciuti, siamo entrati a far parte delle nostre rispettive vite e fu subito chiaro, tanto che io iniziai con i miei piani di fuga, finite dietro l’angolo, dove puntualmente c’era lui ad aspettarmi sorridente e col mio puzzle riordinato. Non riesco a rallentare il tempo quando sto con lui e non so per quanto resisterò. La realtà è che desideravo un compagno e mi ritrovo a trattenere il più possibile la mia solitudine, perché questo ballo non finisca troppo in fretta.

Supplemento delle 22.40: La mia più cara amica dice che la mia è soltanto paura e tifa per questo giovane uomo, per le frasi azzeccate che mi dice, per il fatto che sa farmi ridere e cerca di spronarmi a vedere il lato positivo in tutte le cose. Ma il fatto che io abbia deciso di rifiutare ogni minima illusione attraverso l'impermeabilità alle aspettative, mi rende immune al desiderio di trovare in lui l'Altra Parte di me e di costruire sognante dei castelli cartacei in aria. Mi rende invece più ricettiva agli altri, ai loro tempi, ai loro desideri. Insomma, è come se per la prima volta mi sentissi di voler dare piena libertà a me stessa e agli altri, a lui, tanto da temere ogni legame più intimo, stretto, quasi da auspicare un distacco piuttosto che un avvicinamento.
A volte ho paura che possa essere "lui", a volte sorrido delle mie debolezze e ho la certezza che non sia "lui". Poi mi ricredo, poi metto tutto in dubbio di nuovo. Mi hanno suggerito di dargli una possibilità, ma io seguirò soltanto il mio cuore, quello che mi fa dire cose che poco prima la mia ragione aveva sentenziato di non dire mai. Così poi arrossisco ancora.

E come posso sapere chi è l'Altra Parte di me?
Correndo dei rischi. Correndo il rischio del fallimento, delle delusioni, delle disillusioni, ma non cessando mai di cercare l'Amore. -P.Coelho-


martedì 23 dicembre 2008

momenti

“Il mio obiettivo è comprendere l’amore. So che ero viva quando ho amato, e so che tutto ciò che possiedo ora, per quanto possa sembrare interessante, non mi entusiasma. Benché io soffra a causa delle persone cui ho concesso il mio cuore, vedo che coloro che hanno toccato la mia anima non sono riusciti a risvegliare il mio corpo e coloro che hanno accarezzato il mio corpo non sono stati in grado di raggiungere la mia anima."
Io credo nella libertà e so che il possesso la distrugge.
Ho conosciuto un uomo in una fredda serata di un paio di settimane fa, quando ormai avevo chiuso la mia penna perché pensavo di non dover aggiungere altro a quest’anno morente. Io non so se gli consegnerò mai il mio cuore, né se desidererò il suo. Un momento diventa eterno quando non ti aspetti nulla in cambio ed è così che mi sento di viverlo, accettando di camminare su un susseguirsi di momenti che non so dove mi porteranno. E anche se il principe azzurro è solo un sogno, io mi ostino ad aspettarlo, come se in un amore platonico ci fosse più vita che in uno reale. E non c’è alcuna romantica storia di salvezza in tutto questo, solo l'arroganza di voler sentirsi vivi attraverso la profonda dedizione a un amore incondizionato.

lunedì 1 dicembre 2008

conoscere sé stessi

Oggi ho messo le mani nel passato, come averle immerse in un sacco ritrovato in soffitta e l’ho deciso all’improvviso stamattina, dopo aver passato la notte a pulire la mia nuova stanza, come una nuova esistenza.
Riflettevo sul fatto che il futuro è come una nebbia, procedere senza vederlo è esattamente come procedere girati di spalle, nel secondo caso il passo forse è più incerto e lo sguardo è più ostinatamente rivolto a quello che si lascia. Tanto, che tutto il resto ne diventa un contorno e ci si rende conto quando è già passato, ormai, quanto poteva essere bello quel contorno.
Così, riflettendo su queste tipologie di passi, mi sono resa conto che tutto passa, ma che vale la pena scrutare l’ambiente man mano che si avvicina, certamente diverrà più limpido per i nostri occhi. Chissà, forse un giorno ci si abituerà alla nebbia tanto da poter anche intravederci qualcosa di più lontano in avanti.
E’ vero, non è una scelta semplice voltarsi quando quello che conosci e che hai amato e lì dietro, ma tu ormai sai che non tornerai su quei passi, qualche volta è successo e poi hai dovuto correre per non restare inghiottito da quell’immobilità che è il passato rispetto al tuo presente. La tua mente, infatti, non è più rimasta a quel tempo e non ti potresti mai più abituare a quella che eri prima, alla vita che avevi prima. Hai capito che sei cambiato e che la tua vita è là avanti, quello che è stato è lì, come un dipinto che forse vedrai o forse perderai in una soffitta che chissà quando, chissà chi, aprirà ancora. Quella che eri è rimasta lì come il corpo vecchio che un’anima in evoluzione non può portarsi appresso.
Io penso di aver compiuto scelte sbagliate nella vita, altre di azzeccate, penso di aver peccato di paura molte volte e che questo mi abbia precluso grandi passi verso la mia Leggenda Personale, ma penso anche che in qualche modo ho trovato la forza per conquistare il terreno su cui cammino. E poi mi guardo attorno e vedo volti e una moltitudine di vita che prima di allora non conoscevo e che solo oggi, per quella che sono oggi, posso realmente capire.