will happiness find me?
E poi, francamente, dove lo trovi un altro che riesce a farti una dichiarazione come quella di ieri sera, che sembrava scritta a quattro mani da Woody Allen e Tarantino?
So che non usi le parole banalmente, perciò so che rispecchiano veramente quello che senti. Quel "..sono io che non posso dirti, cazzo, che ti amo, porco giuda!" non mi ha sorpresa, anche se come dichiarazione è originale e mi ha strappato un sorriso. Lo hai detto tu che è difficile lasciarmi senza parole o forse, senza l'ultima parola. Ma io sono stanca delle parole, non mi interessano più, così come non mi interessano più gli auguri che ricevo, ai quali rispondo, stavolta io banalmente, con il sorriso di corcostanza e il grazie di cortesia. Ho ricevuto diversi libri in regalo e due cuori. Uno d'oro e il tuo. Quello d'oro è stato accompagnato da un messaggio breve: tu meriti cose belle, il tuo è stato accompagnato da una scelta. Una doppia scelta, un fatto compiuto.
Se le parole mi hanno stancato, non significa che i fatti siano più facili e gestibili. Sono tendenzialmente un lupo solitario, ma oggi ero a passeggio da sola e mi sono persa. Pensavo alle parole che mi ha detto stamattina Davide, il fotografo, pensavo a raggiungere una panchina soleggiata e sviare la mente. Ho sbagliato strada, metafora della mia vita, e mi sono trovata dove non volevo arrivare, tuttavia, mentre stavo per commuovermi di fronte alla solitudine del sole di febbraio e dei suoi figli, ho incrociato un amico, che cercava proprio me.
Non è per quel discorso del fardello che io mi sono sentita sollevata, perché non mi hai mai convinta, è semplicemente per un discorso di coincidenza. Quando sei stanco di parlare e di ascoltare e ti trovi solo a pensare, ti ritrovi ancor più stanco dei pensieri e ti torna il bisogno di liberartene. La sensazione che provo oggi è l'inquietudine del non condizionare gli eventi a proprio piacimento, non sono la pittrice del mondo e questo è il mio problema. Mi trovo a fidarmi di persone che mi feriscono, a sorridere quando non ne ho voglia, ad ascoltare costringendo la mente ad ascoltare. Ma non riesco a costringere il mio cuore ad amare chi merita amore, a provare indifferenza per chi merita indifferenza. Questo è il mio cruccio. Non governare l'onda razionalmente costantemente. Al massimo posso ruotare attorno alle parole che ormai ho imparato a riconoscere, l'ho imparato sulla mia pelle, non solo metaforicamente, ma a suon di buchi sulle chiappe. Sono i fatti quelli che ci spingono oltre, non le parole. Bucare la pelle è solo un effetto secondario di scelte, di parole seguite da fatti.
Ora, abbiamo detto quello che c'era da dire, fatto quello che c'era da fare e non ho bisogno di legarmi le braccia dietro la schiena. Sono una donna istintiva, ho baciato al primo incontro e non ho baciato nemmeno al millesimo incontro. Non decide la mia mente. Questo è il mio cruccio.
Sono in balìa dell'onda e non c'è niente che io possa farci adesso. Tu vai via. E' un consiglio, non è una considerazione. Vai via da me, come ti dicono gli amici e le sorelline. Sii stronzo, non con me ma con la tua onda. So che i miei difetti non ti bloccano, non ti spaventano come spaventano chichessia, ma idealmente prendi il telefono, mandami a fanculo e riprendi il tuo viaggio. Sono solo una sirenetta. Sai che fine fa chi, come me, vive nel mare?
Se le parole mi hanno stancato, non significa che i fatti siano più facili e gestibili. Sono tendenzialmente un lupo solitario, ma oggi ero a passeggio da sola e mi sono persa. Pensavo alle parole che mi ha detto stamattina Davide, il fotografo, pensavo a raggiungere una panchina soleggiata e sviare la mente. Ho sbagliato strada, metafora della mia vita, e mi sono trovata dove non volevo arrivare, tuttavia, mentre stavo per commuovermi di fronte alla solitudine del sole di febbraio e dei suoi figli, ho incrociato un amico, che cercava proprio me.
Non è per quel discorso del fardello che io mi sono sentita sollevata, perché non mi hai mai convinta, è semplicemente per un discorso di coincidenza. Quando sei stanco di parlare e di ascoltare e ti trovi solo a pensare, ti ritrovi ancor più stanco dei pensieri e ti torna il bisogno di liberartene. La sensazione che provo oggi è l'inquietudine del non condizionare gli eventi a proprio piacimento, non sono la pittrice del mondo e questo è il mio problema. Mi trovo a fidarmi di persone che mi feriscono, a sorridere quando non ne ho voglia, ad ascoltare costringendo la mente ad ascoltare. Ma non riesco a costringere il mio cuore ad amare chi merita amore, a provare indifferenza per chi merita indifferenza. Questo è il mio cruccio. Non governare l'onda razionalmente costantemente. Al massimo posso ruotare attorno alle parole che ormai ho imparato a riconoscere, l'ho imparato sulla mia pelle, non solo metaforicamente, ma a suon di buchi sulle chiappe. Sono i fatti quelli che ci spingono oltre, non le parole. Bucare la pelle è solo un effetto secondario di scelte, di parole seguite da fatti.
Ora, abbiamo detto quello che c'era da dire, fatto quello che c'era da fare e non ho bisogno di legarmi le braccia dietro la schiena. Sono una donna istintiva, ho baciato al primo incontro e non ho baciato nemmeno al millesimo incontro. Non decide la mia mente. Questo è il mio cruccio.
Sono in balìa dell'onda e non c'è niente che io possa farci adesso. Tu vai via. E' un consiglio, non è una considerazione. Vai via da me, come ti dicono gli amici e le sorelline. Sii stronzo, non con me ma con la tua onda. So che i miei difetti non ti bloccano, non ti spaventano come spaventano chichessia, ma idealmente prendi il telefono, mandami a fanculo e riprendi il tuo viaggio. Sono solo una sirenetta. Sai che fine fa chi, come me, vive nel mare?




5 Commenti:
Il mio cuore l'hai sempre avuto. Così come hai sempre avuto i miei pensieri. Quello che ieri sera ti ho offerto è la mia vita. Nulla di più, nulla di meno.
Ti avevo chiesto una risposta, e ti avevo chiesto di prenderti tutto il tempo necessario. Ti ho aspettata fino ad ora, ti posso ancora aspettare.
Quello che ti ho chiesto era di farmi capire se aspettarti avesse un senso.
Oggi non capisco, e non capirò, se davvere non c'è una speranza. Probabilmente perché non lo voglio capire.
Dici che sei stanca delle parole. Ti capisco. Lo sono anch'io. Ma potevo offrirti solo quelle e le mie braccia. Le mie braccia sembra che non le abbia mai volute.
Mi rifiuto di credere che la dea abbia incrociato le nostre strade solo per farci perdere in questo modo inutile, sterile. E contro la volontà di entrambi.
Oggi riesco a pensare solo che mi hai rifiutato. E che se mi chiamassi correrei comunque.
Non voglio che le nostre strade si dividano, vorrei che diventassero una. E mi pare una cosa molto diversa.
Mi dici di ascoltare i consigli delle mie sorelline. Sai che non sono uomo da ascoltare consigli. Anche se ascolto ogni voce che mi parla.
Mi dici anche che capisci le mie necessità. Ma io non ho bisogno di lasciarti. Io ho bisogno di sapere che sei felice. Perché ti amo, porco giuda!
Non ho detto che sono stanca delle Tue parole, ma delle parole in generale. Tu mi hai salvata quella sera allo stracazzo di Tiffany, chiamiamolo così per la mia uscita filmesca dall'auto. Io non voglio perderti, ma rispetto la tua scelta, che probabilmente sarebbe anche la mia, nei tuoi panni. Io ho avuto bisogno delle tue parole, a te dico cose che non voglio dire a nessun altro. Perché? perchè non ho bisogno di darti tante spiegazioni, di chiudere il cerchio con l'arroganza di chi fa il superiore: posso essere semplicemente sincera anche quando mi sento fragile. Tanto tu lo sai, me lo ricordi che pellaccia c'è in questa donna. Non mi accuseresti di debolezza o insicurezza, ma ti basta ascoltarmi e darmi il tempo per riprendere fiato. Non giudichi. E mi dispiace che tu non possa frequentarmi nei termini in cui ti chiedo di farlo. E cosa cazzo sto facendo, ti sto scrivendo in un posto dove chiunque legge..
Vuoi che ti dica che sono felice? Ok, sono felice. Felicissima.
Certo che siamo proprio belli noi due...
Tu trovi uno dei pochi uomini di cui ti fidi (parole tue, di cui ti ringrazio ancora) e non riesci ad innamorarti.
Io trovo una donna che è l'esatto contrario del mio ideale (già detto, anche questo) e mi innamoro come un ragazzino.
Ci capiamo al volo, spesso senza avere nemmeno bisogno di guardarci. E quando siamo insieme non riusciamo a dirci le cose che vorremmo.
Tu non mi vuoi perdere, io tutto vorrei tranne che perdere te.
E ci stiamo lontani.
Ci salviamo a vicenda, chi dalla superstrada chi dai demoni. E lo facciamo senza eroismi, come se fosse la cosa più naturale della terra.
Siamo importanti l'uno per l'altra, più di quanto forse riusciamo a dire.
Quando stiamo insieme stiamo bene.
E non riusciamo a trovare un modo per stare insieme.
Stiamo a due passi l'uno dall'altra e ci parliamo in uno stracazzo di blog...
Vuoi che ti dica che sono felice? Ok, sono felice. Felicissimo...
Strano modo per festeggiare il compleanno.. non trovi? :D
perchè, san valentino no?
E poi, ci dovremmo essere abituati al fatto che non ci sia niente di normale in tutto questo ;-)
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page