Lo scopriremo vivendo
Caro Giovanni,
le parole possono poco soprattutto laddove dicono già tutto i pensieri, ma io voglio dedicarti questo piccolo scritto perché tu sei una presenza inaspettatamente dolce nella mia vita.
Non è una lettera d'amore, e probabilmente non la leggerai, perciò, forse sono solo una sciocca a scriverla senza il suo destinatario. Ma sento il bisogno di scriverti quelle cose che difficilmente riuscirei a dire e voglio farlo su Hirmengard perché questo posto mi ha seguita in questi anni.
Il mio passato è la piccola barca a remi che mi ha portata fino al tuo porto. Io non sapevo dove andavo e non l'ho mai saputo, la mia anima ha vagato per troppo tempo.
Io cercavo la terra e non la vedevo perché pregavo e piangevo mentre la mia mente veniva stuprata dai mostri marini e tu non esistevi affatto, eri circondato dalla nebbia bianca, troppo luminosa per i miei occhi chiari.
Eri lì solido e silenzioso, consapevole e irraggiungibile. Non ti sei nascosto né ti sei mosso, eri lì solido e invisibile. Come lo sei ora, ora che navigo verso di te, anima nella mia anima. Occhi che percorrono il profilo del mio corpo stellato in controluce, abbraccio in cui si esauriscono tutte le mie domande in quella che è l'unica risposta, la tua esistenza.
Caro Giovanni, una lettera d'amore vedrebbe le parole "ti amo", ma non sono più per me quelle parole. Perché lo sai così come lo so io, noi amiamo l'Amore e la nostra vita è completa nel nostro dialogo puro. Però devo dirtelo che sei il suono del mio battito cardiaco quando torno dal lavoro, lo sai, te l'ho già detto mille volte.
Tu non sei l'uomo in giacca e cravatta che mi aspetta nella sua stanza, non sei l'uomo che viaggia per l'Europa o che tiene le conferenze. Per me sei il padre, l'amante, l'amico, il figlio. L'anima che viaggia restando al suo fermo porto dove la vita trova la vita. Sei quello che sei a prescidendere da ciò che saranno i nostri cammini.
L'amore fatale che sento, che senti, che non ci spieghiamo e che nonostante tutto ci diciamo tutti i giorni. Mio caro Giovanni, questo piccolo scritto è per dirti che non conosco il motivo per cui parli di quelle mie profondità in cui nessun uomo ha voluto entrare. Non so quando sia iniziato tutto. Forse quando ho toccato la tua terra la prima volta?
Forse quando l'ho soltanto vista scritta, così elegante e delicata, consapevole e distante?
Tu sei una presenza delicata e dolce e mi auguro per te ogni cosa bella e gioiosa, voglio che la meraviglia dell'esistenza non finisca mai di allietarti e conquistarti e farti ridere e incuriosire.
Tutto il mistero che mi circonda io lo dono a te, non per svelarmi, non per rivelarmi, ma solo perché tu possa vedere un mare calmo attraverso i miei occhi e colorare la tua tela di azzurro.
Niente altro io desidero, nessun intreccio fisico, ora che la mia anima respira con la tua tutto il resto è superfluo.
le parole possono poco soprattutto laddove dicono già tutto i pensieri, ma io voglio dedicarti questo piccolo scritto perché tu sei una presenza inaspettatamente dolce nella mia vita.
Non è una lettera d'amore, e probabilmente non la leggerai, perciò, forse sono solo una sciocca a scriverla senza il suo destinatario. Ma sento il bisogno di scriverti quelle cose che difficilmente riuscirei a dire e voglio farlo su Hirmengard perché questo posto mi ha seguita in questi anni.
Il mio passato è la piccola barca a remi che mi ha portata fino al tuo porto. Io non sapevo dove andavo e non l'ho mai saputo, la mia anima ha vagato per troppo tempo.
Io cercavo la terra e non la vedevo perché pregavo e piangevo mentre la mia mente veniva stuprata dai mostri marini e tu non esistevi affatto, eri circondato dalla nebbia bianca, troppo luminosa per i miei occhi chiari.
Eri lì solido e silenzioso, consapevole e irraggiungibile. Non ti sei nascosto né ti sei mosso, eri lì solido e invisibile. Come lo sei ora, ora che navigo verso di te, anima nella mia anima. Occhi che percorrono il profilo del mio corpo stellato in controluce, abbraccio in cui si esauriscono tutte le mie domande in quella che è l'unica risposta, la tua esistenza.
Caro Giovanni, una lettera d'amore vedrebbe le parole "ti amo", ma non sono più per me quelle parole. Perché lo sai così come lo so io, noi amiamo l'Amore e la nostra vita è completa nel nostro dialogo puro. Però devo dirtelo che sei il suono del mio battito cardiaco quando torno dal lavoro, lo sai, te l'ho già detto mille volte.
Tu non sei l'uomo in giacca e cravatta che mi aspetta nella sua stanza, non sei l'uomo che viaggia per l'Europa o che tiene le conferenze. Per me sei il padre, l'amante, l'amico, il figlio. L'anima che viaggia restando al suo fermo porto dove la vita trova la vita. Sei quello che sei a prescidendere da ciò che saranno i nostri cammini.
L'amore fatale che sento, che senti, che non ci spieghiamo e che nonostante tutto ci diciamo tutti i giorni. Mio caro Giovanni, questo piccolo scritto è per dirti che non conosco il motivo per cui parli di quelle mie profondità in cui nessun uomo ha voluto entrare. Non so quando sia iniziato tutto. Forse quando ho toccato la tua terra la prima volta?
Forse quando l'ho soltanto vista scritta, così elegante e delicata, consapevole e distante?
Tu sei una presenza delicata e dolce e mi auguro per te ogni cosa bella e gioiosa, voglio che la meraviglia dell'esistenza non finisca mai di allietarti e conquistarti e farti ridere e incuriosire.
Tutto il mistero che mi circonda io lo dono a te, non per svelarmi, non per rivelarmi, ma solo perché tu possa vedere un mare calmo attraverso i miei occhi e colorare la tua tela di azzurro.
Niente altro io desidero, nessun intreccio fisico, ora che la mia anima respira con la tua tutto il resto è superfluo.




5 Commenti:
mi hai riscaldato il cuore.... finalmente.
Ti abbraccio
Joh
Lui è sincero e mi rende felice come non mi sento da anni.
Te lo meritavi...ne sono certa!
Ho sofferto molto neglio ultimi anni, per una cosa o per l'altra. Adesso voglio solo sentire amore e rispetto e sincerità, vicino a me.
Ho voglia di conoscerti Giovanni.
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