lunedì 1 novembre 2010

La magia consiste nel dirigere il proprio pensiero controllando la mente

"La magia consiste nel dirigere il proprio pensiero controllando la mente. Niente di meno di questo!". Sono diventata oggetto di citazioni e questa è una frase che non ricordavo nemmeno di aver scritto.
Sembra fatta apposta per il volgo, da Baci Perugina, invece è articolata. Racchiude in sé il principio della metafisica teologica più arcaica che vede nell'Opera dell'uomo l'unica via per la propria realizzazione spirituale. Secondo questa logica, l'uomo compie da sé il proprio destino attraverso dei meccanismi che nel tempo sono stati malintepretati e messi nello scantinato sotto forma di alambicchi.
La religione, specialmente quella moderna occidentale, ha deprivato l'uomo di questo auto-potere delegando ad altri le facoltà di determinare la Via e la salvezza e arrivando a dettare dei dogmi a tal fine.
Mentre la pratica arcaica suggerisce di inoltrarsi nell'infero, cioé di scegliere la strada più difficile che é dentro di noi e che consiste nell'affrontare i propri demoni e sradicarli, attraverso l'osservazione e la comprensione, la teologia moderna prevede strade esterne che conducono l'uomo lontano dai propri demoni, che dunque non saranno mai affrontati e continueranno a trovare in noi nutrimento, in nome di una superstizione che induce l'uomo a cercare salvezza nella pietà divina. In questo caso, la pietà non ha nulla a che vedere con la Pietas, ma si fonda in gran parte sul concetto di pena in cui l'uomo si mortifica e si penalizza nel concetto di peccato, arrivando a farne perfino una colpa archetipica.
Dirigere il proprio pensiero e controllare la propria mente, invece, presuppone la capacità di autodeterminazione e analisi, in cui l'uomo diventa perfettamente consapevole del dialogo interiore, come lo chiama Castaneda e sa che questi pensieri condizionano il suo agire, trasformandosi in quello che si può identificare come "voladores" di Don Juan o come gli "alieni " di Malanga.
Il compito di quello che è il mago-guerriero consiste nel riconoscere in quale misura certi pensieri (e in senso lato una vera e propria "forma mentis") conducono a un agire "esterno" cioé volto a realizzare esistenze fondate sul materialismo che depriva l'uomo di ogni peculiarità altra, e nel superarli.
Mentre si uccide il Dio esterno, smantellando mattone dopo mattone l'idea di una personalità onnipotente aliena (un mondo alquanto pericoloso quello "là fuori": dove si è preda di più "personalità" soprattutto in una concezione -come anche quella cattolica- che si sviluppa a grappolo da un fondamento dualistico), cresce la consapevolezza che il pensiero determina la (nostra) realtà. Il pensiero, cioé, è forse l'unica arma che ci permette di dirigere la nostra Mente, che per i classici è il "nostro Ente", cioé il più grandioso meccanismo di contatto con la realtà interna e di conseguenza con quella esterna. Da qui il "vedere" castanediano che consente di percepire l'esterno come effettivamente è, privo dei filtri di una falsa comprensione influenzata solo da preconcetti, dogmi, paure e, sostanzialmente, dal potere dell'Ego.

4 Commenti:

Blogger il Cosmopolita ha detto...

Articolo semplicemente fantastico!

Rendi il concetto di forma-mente talmente semplice che sembra quasi un gioco da bambini...

...o forse lo è? (Fulcanelli docet)

2 novembre 2010 alle ore 08:54  
Blogger Hirmengard ha detto...

Ti ringrazio!
Purtroppo mi trovi impreparata sul Fulcanelli. So che ha molti meriti, per es, di aver "rispolverato" l'Arte, in occidente. Credo siano importanti i suoi studi sul simbolismo e difatti la lezione sulle cattedrali lo certifica. So anche che è stato un "fisico", un uomo di scienza forse più ancora che un esoterista. Ho sentito che la sua opera, talvolta male interpretata da un Evola o da un Kremmerz che l'interpretavano in chiave analogica, andrebbe appunto studiata e applicata in chiave fisica, secondo il principio che all'azione corrisponde una reazione astrale.

2 novembre 2010 alle ore 19:07  
Blogger salus ha detto...

davvero coinivolgente
mi ricordo quanto sei brava nell'esprimere i pensieri più complessi.

19 novembre 2010 alle ore 09:58  
Blogger Hirmengard ha detto...

Eh sono una persona semplice, parlo come mangio :) i paroloni li lascio a chi non ha nulla da dire ma vuole comunque aerare il cavo orale! :)

19 novembre 2010 alle ore 18:31  

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