mercoledì 3 marzo 2010

Sassi

Che nessuno ascolti, questo è un pensiero comune, ma nelle ultime settimane mi rendo conto che la realtà è molto diversa da come sembra. Io ascolto anche se non ho voglia di prendere per mano nessuno, nemmeno se pensa all'autostrada o ad aprirsi le vene. Non me ne frega un cazzo, non perché io sia insensibile, fredda, o perché non sappia cosa si prova. Semplicemente perché non posso permettermi, non adesso, di portare fardelli degli altri.
In queste settimane le amiche mi reclamano "ma dove cazzo sei finita. Perché non richiami." Ora, quando le amiche, anche quelle più care sono tutto un blaterare riguardo ai roncoglioniti con cui stanno, arrivi a un punto in cui devi isolarti, pensare a te stessa, lavorare su te stessa.
"Tu nascondi qualcosa, pensavo di trovarti diversa".
Sono sopravvissuta al mio Amore (quello che si sta per sposare con una darkettona che gli ha fatto un legame per prenderselo) e non so quanto sia questione di Forza. Credo sia questione di volontà.
Nel momento in cui dici alla mente "adesso basta, la finisci qui di rompere i coglioni, hai capito?" la mente inizia a balbettare e se tu insisti, la fai tacere. Ok, un bel giorno scoppierà a ridere e tu rimarrai di merda, com'è successo a me quando ho saputo del matrimonio.
Ho come ricevuto un sasso sulla zucca, e il sasso aveva arrotolato attorno una carta con scritto: "allora, idiota, fa più male l'avvocato per cui ti sei bucata le chiappe o il tuo Amore che sposa un'altra?". E' impossibile non mettersi a ridere (secondo la legge tarantina che più fa male e più fa ride') e scrivere su un foglio: "non mi interessi, mente". Arrotolare la carta sopra l'altra carta e buttare il sasso più lontano che puoi. Capiterà sotto tiro di nuovo. Ci saranno altri strati di carta e ogni volta che tornerà sulla zucca, sarà sempre più pesante anche se il colpo sembra meno spigoloso.
Quello che voglio dire è che ognuno deve pensare ai propri sassi, ché a voler scrutare quelli altrui per i motivi più vari, amore, generosità, morbosità, curiosità, masochismo, si finisce per pretendere che la cosa sia ricambiata. E non c'è nulla di più umanamente ingiusto.

1 Commenti:

Blogger johakim ha detto...

mi trovi assolutamente in sintonia con questo pensiero tanto più che spesso succede che nel voler aiutare qualcuno si riceva, oltre che al fardello pesante, anche un calcio "in c...." per esserti permessa di manifestare la tua opinione. Ho smesso di raccontare i cavoli mei, sorrido, dico che va abbastanza bene e resto nel mio.
Fai bene Hirmengard! Nessuno sa meglio di te di quando pesante sia lo zaino che hai sulle spalle...
Un abbraccio
Joh

4 marzo 2010 alle ore 07:24  

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