riflettere
Prima ero in auto e riflettevo: come mai si incontrano le persone? Ma prima di rispondere, che poi in realtà la risposta la conosco benissimo, il pensiero si trasportato sulla questione: perché, o meglio, cosa riflettiamo?
Quando io dico "rifletto" nel senso di "sto pensando", è un termine a casaccio o rifletto qualcosa? Se fosse qui con me Osho mi direbbe che non è affato un termine a caso. Poi Jodorowsky direbbe che il caso non esiste e inizierebbe la migliore conversazione della mia vita. Ma lasciando stare il caso-che non esiste- torniamo all'oggetto di discussione: la riflessione. Osho mi direbbe di diventare lo specchio della vita rendendomi attrice, cioé colei che agisce, e di non continuare ad essere reattrice, cioé colei che reagisce. Spesso il nostro umore e perfino i nostri sentimenti dipendono dal mondo esterno, da critiche e complimenti, da fortune e sfortune varie. Osho mi direbbe di stare attenta a vivere con consapevolezza, in altre parole di distaccarmi dal giudizio e fare esattamente ciò che Voglio. Questo lo direbbe pure Crowley e un sacco di altri pensatori.
Quindi, se rifletto su qualcosa, in realtà è molto probabile che io stia riflettendo l'idea dentro di me. Il bello è rimanere consapevole, cioé pensare ed agire senza che sia ciò che vedo, o che rifletto, a governare la mia azione.
Come mai si incontrano le persone?
Per diventare consapevoli poiché nell'inazione l'evoluzione rallenta un bel po'. Mi è piaciuta molto la risposta di Buddha a coloro i quali lo insultavano e si lamentavano della sua risposta (la famosa responsabilità=capacità di rispondere) cordiale e distaccata che non procurava loro alcuna soddisfazione: "Siete arrivati tardi, se mi aveste trovato dieci anni fa, avrei reagito nel modo in cui vorreste, ma oggi sono padrone di me stesso, sono libero".
Il mio augurio per tutti noi, per l'anno nuovo è la Libertà.
Quando io dico "rifletto" nel senso di "sto pensando", è un termine a casaccio o rifletto qualcosa? Se fosse qui con me Osho mi direbbe che non è affato un termine a caso. Poi Jodorowsky direbbe che il caso non esiste e inizierebbe la migliore conversazione della mia vita. Ma lasciando stare il caso-che non esiste- torniamo all'oggetto di discussione: la riflessione. Osho mi direbbe di diventare lo specchio della vita rendendomi attrice, cioé colei che agisce, e di non continuare ad essere reattrice, cioé colei che reagisce. Spesso il nostro umore e perfino i nostri sentimenti dipendono dal mondo esterno, da critiche e complimenti, da fortune e sfortune varie. Osho mi direbbe di stare attenta a vivere con consapevolezza, in altre parole di distaccarmi dal giudizio e fare esattamente ciò che Voglio. Questo lo direbbe pure Crowley e un sacco di altri pensatori.
Quindi, se rifletto su qualcosa, in realtà è molto probabile che io stia riflettendo l'idea dentro di me. Il bello è rimanere consapevole, cioé pensare ed agire senza che sia ciò che vedo, o che rifletto, a governare la mia azione.
Come mai si incontrano le persone?
Per diventare consapevoli poiché nell'inazione l'evoluzione rallenta un bel po'. Mi è piaciuta molto la risposta di Buddha a coloro i quali lo insultavano e si lamentavano della sua risposta (la famosa responsabilità=capacità di rispondere) cordiale e distaccata che non procurava loro alcuna soddisfazione: "Siete arrivati tardi, se mi aveste trovato dieci anni fa, avrei reagito nel modo in cui vorreste, ma oggi sono padrone di me stesso, sono libero".
Il mio augurio per tutti noi, per l'anno nuovo è la Libertà.




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