giovedì 7 gennaio 2010

neige

Perché avrei dovuto stare a casa e recuperare le energie? Sono sempre stata fatalista, beh, no non sempre, diciamo da quando è morta la mia amica più o meno. Così mi sono alzata, ho finto di sistemarmi i capelli, mi sono guardata negli occhi, ho sorriso, e sono uscita per il lavoro.
Nessuno mi aspettava, chi era in ferie sarebbe tornato per sostituirmi. Ma io ci sono, sono in carne ed ossa, l'altro giorno non sono morta, anche se ad una certa ora potevo sembrare un fantasma fra le braccia di sua madre!
Mi sento molto felice adesso, non vedo l'ora di spogliarmi, guardarmi allo specchio e vedermi pallida, ma bella così, e poi andare a leggere o magari, come ai vecchi tempi, fare una partita a carte con mio padre.
Ho sognato che indossavo un abito nuziale bianco, di un genere che mai potrei scegliere per me: con delle nuvole di tulle sopra una sottanina fluida e semplice e di lucida seta. Una specie di modello merigata spugnosa, che potrebbe essere un incrocio fra una svampita mise da sposa di provincia e un abito da cocktail alla Carrie Bradshow. Invece ero io, una specie di sposa per sbaglio. Mi guardavo quella strana cosa che indossavo ed iniziava a piacermi.
Rabbrividisco all'idea che in effetti, perché no? Perché non abito bianco, spumeggiante? Con un corpetto liscio e semplice, ma sotto un po' di allegro movimento?
Sì potrei davvero esserne il tipo, il bianco mi si addice, perché non sono oscura. Certo sì, in passato ho voluto esserlo ma non ci sono mai riuscita, in quegli anni ho sofferto e la mia rabbia non ero io, era solo la mia rabbia, una cosa che aveva preso possesso di me.
Con il tempo l'ho abbattuta. Adesso sono come Gandalf il Bianco, che diventa tale dopo un bel po' di Rubedo. Non so se io conosco la fase rubedo, di certo ho visto l'altra, la fase nera. Ci sono passata vicino camminando per la mia strada e non mi è affatto piaciuta. La mia forse l'ho assaggiata, forse l'ho vissuta, non lo so. Mi basta sapere che in questo momento mi sento come quando Gandalf si trova sulla torre e vede la farfalla che svolazza e, almeno nel film, parte quella musica dolce e bellissima.
Mon âme c'est blanche comme la neige, n'est-ce pas?

1 Commenti:

Blogger johakim ha detto...

Sono sicura delle tua rubedo così come sono certa del tuo bianco candore....

Ti abbraccio con amicizia e forza...
Jo

8 gennaio 2010 alle ore 13:23  

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