domenica 31 gennaio 2010

ROMA



Ieri sera ho visto Ultimatum alla terra, in cui il protagonista assomiglia in maniera imbarazzante al mio ex ragazzo. Era una mattina di maggio di qualche anno fa, a casa sua. La persiana era leggermente abbassata e il clima era perfetto. La musica di sottofondo era molto particolare, lo rispecchiava perfettamente e avrebbe rispecchiato perfettamente anche quella che sarei diventata. E che sono tutt'ora. C'era un mantra dai suoni piuttosto gravi, meraviglioso e, per quanto ne so grazie ai miei studi, è quello che racchiude tutta la disciplina dei veda, il principale.
Mettevamo in atto pratiche tantriche. Lui con più consapevolezza, ed io con la consapevolezza di dirigere il gioco come sua Shakti. Per questo per me fu difficile recidere il filo, più tardi.
Prima di lasciare la sua stanza per goderci un piatto di tagliolini al pesto, nascosi un biglietto in cui c'erano scritte poche parole. Le ricordo bene. E' tutto molto lontano adesso, eppure tutto sempre molto vicino.

2 Commenti:

Blogger Nicole ha detto...

ci sono cose che non passano mai.Il tempo e un nuovo amore li rendeno solo meno amari.

Ciao ( ti ho risposto da me)

4 febbraio 2010 alle ore 21:19  
Blogger Hirmengard ha detto...

Non so se il tempo rende meno amare certe cose che non passano mai. Di certo rende noi più consapevoli. Grazie Nicole.

6 febbraio 2010 alle ore 09:27  

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page