frozenrose
Qualche anno fa avevo un blog dal titolo Frozenrose. Una rosa perché è nel pieno splendore della sua natura, congelata perché le era passata sopra la glaciazione. Sotto il ghiaccio trasparente c'erano i petali, ma la vita era tutta ferma lì, non appassiva né si vedevano colori al sole.
Sembra la descrizione della Loggia Nera, ma in effetti in quell'antro ci sono stata.
Comunque, in quel periodo (suona come il vangelo) mi fu dedicata una canzone che feci subito mia, per la disperazione in essa contenuta e per il senso delle sue parole che sembravano scritte su misura per me e per il lui dell'epoca. Love song for a vampire.
In seguito questa canzone mi fu dedicata ancora, da almeno tre uomini: un moroso e due amici. Evidentemente è adatta a me.
Frozenrose si era presentata così:
"Considero il mondo moderno la degenerazione più totale, uno yuga che finirà presto. Ritengo che la maggior parte delle persone siano frivole, superficiali, viziate e viziose. Mi annoiano quegli uomini tutto lampade e specchio e quelle donne tutto trucco e finzione. Mi rifugio nella lettura per trovare conforto, o navigo virtualmente anche se una buona passeggiata in montagna mi fa trovare un motivo ed una speranza per lottare nella mia Resistenza interiore a cotanta vomitevole realtà umana."
Sono passati degli anni e anche se Frozenrose, che aveva preso il posto di Rigaburtza, non esiste più perché si chiama Hirmengard, quella breve presentazione vale ancora.
Due anni fa, come oggi, scrivevo:
"Mi manca il suo modo di ascoltarmi, di sapere esattamente ciò di cui sto parlando, mi manca il suo modo di precedere il pensiero e di esprimerlo meglio di quanto avrei fatto io. Mi manca la sua pazienza, la sua capacità di attenzione, il suo sguardo mentre mi ascolta. Sì. Mi manca quel modo intelligente di ascoltarmi. Ma adesso deve continuare la mia ricerca, riprenderò il pennino rosso e le mie domande e le mie risposte che nessuno può più comprendere, se non colui che siede ai piedi del mio letto e crede che io non possa vederlo."
E siccome ho il cuore ferito, voglio parlare di amore. E siccome sono in vena di ricordi, incollo la mia cruciale risposta ad una cruciale domanda, trovata in internet, in uno di quei blog bubbonici di mielosità adolescenziali.
|ma esiste ancora l'amore fra due persone? quello vero, immortale, destinato a perpetuarsi?|
"Dunque, questa potrebbe sembrare una comunissima domanda, ma ci accorgeremo che vi è una mente diabolica dietro e che la questione è più ardua di quanto si possa sospettare, infatti, l'esordio è un "ma" dal quale possiamo supporre che vi sia stato un vero e proprio ragionamento all'origine di tutto. Questo ci conforta perché possiamo sperare che la domanda stessa c'ispiri una qualche risposta altrettanto ragionata. Analizziamo anzitutto l'oggetto della questione, che è "l'amore fra due persone": ci si chiede se esiste. Ora, la risposta sarebbe controversa, se la Mente non ci avesse dato un aiuto, si parla di amore "quello vero, immortale destinato a perpetuarsi".Intanto da ciò impariamo che l’amore non immortale non è vero, dunque, Philos ed Eros non sono veri, in più sono sentimenti materiali, mortali e destinati ad esaurirsi, dunque, non sono presi in esame dalla domanda. Poiché supponiamo che le “due persone” siano due persone nella media, dunque mortali, ci chiediamo se esiste tra loro l’amore “vero”, immortale e destinato a perpetuarsi. Qualora emergesse che effettivamente esiste, sarebbe destinato a sopravvivere ai corpi degli amanti per definizione, questo ci porta subito a un livello superiore di esistenza. La Mente, però, non si accontenta di chiedere se nel mondo umano esiste questo tipo di Amore, senza però offrirci mezzi non sensibili per appurarlo, ma aggiunge un avverbio di tempo che lascia supporre che vi fu un tempo in cui tale amore vero tra due mortali, in effetti, esisteva. Ci si sta chiedendo, infatti, se “esiste ancora” ma non si capisce bene prima di cosa ci riferisce, se prima che Adamo ed Eva cadessero dall’Eden, se prima del Kali Yuga, se prima che l'uomo scoprisse l'I-pod. Ai posteri l’ardua sentenza."
Sembra la descrizione della Loggia Nera, ma in effetti in quell'antro ci sono stata.
Comunque, in quel periodo (suona come il vangelo) mi fu dedicata una canzone che feci subito mia, per la disperazione in essa contenuta e per il senso delle sue parole che sembravano scritte su misura per me e per il lui dell'epoca. Love song for a vampire.
In seguito questa canzone mi fu dedicata ancora, da almeno tre uomini: un moroso e due amici. Evidentemente è adatta a me.
Frozenrose si era presentata così:
"Considero il mondo moderno la degenerazione più totale, uno yuga che finirà presto. Ritengo che la maggior parte delle persone siano frivole, superficiali, viziate e viziose. Mi annoiano quegli uomini tutto lampade e specchio e quelle donne tutto trucco e finzione. Mi rifugio nella lettura per trovare conforto, o navigo virtualmente anche se una buona passeggiata in montagna mi fa trovare un motivo ed una speranza per lottare nella mia Resistenza interiore a cotanta vomitevole realtà umana."
Sono passati degli anni e anche se Frozenrose, che aveva preso il posto di Rigaburtza, non esiste più perché si chiama Hirmengard, quella breve presentazione vale ancora.
Due anni fa, come oggi, scrivevo:
"Mi manca il suo modo di ascoltarmi, di sapere esattamente ciò di cui sto parlando, mi manca il suo modo di precedere il pensiero e di esprimerlo meglio di quanto avrei fatto io. Mi manca la sua pazienza, la sua capacità di attenzione, il suo sguardo mentre mi ascolta. Sì. Mi manca quel modo intelligente di ascoltarmi. Ma adesso deve continuare la mia ricerca, riprenderò il pennino rosso e le mie domande e le mie risposte che nessuno può più comprendere, se non colui che siede ai piedi del mio letto e crede che io non possa vederlo."
E siccome ho il cuore ferito, voglio parlare di amore. E siccome sono in vena di ricordi, incollo la mia cruciale risposta ad una cruciale domanda, trovata in internet, in uno di quei blog bubbonici di mielosità adolescenziali.
|ma esiste ancora l'amore fra due persone? quello vero, immortale, destinato a perpetuarsi?|
"Dunque, questa potrebbe sembrare una comunissima domanda, ma ci accorgeremo che vi è una mente diabolica dietro e che la questione è più ardua di quanto si possa sospettare, infatti, l'esordio è un "ma" dal quale possiamo supporre che vi sia stato un vero e proprio ragionamento all'origine di tutto. Questo ci conforta perché possiamo sperare che la domanda stessa c'ispiri una qualche risposta altrettanto ragionata. Analizziamo anzitutto l'oggetto della questione, che è "l'amore fra due persone": ci si chiede se esiste. Ora, la risposta sarebbe controversa, se la Mente non ci avesse dato un aiuto, si parla di amore "quello vero, immortale destinato a perpetuarsi".Intanto da ciò impariamo che l’amore non immortale non è vero, dunque, Philos ed Eros non sono veri, in più sono sentimenti materiali, mortali e destinati ad esaurirsi, dunque, non sono presi in esame dalla domanda. Poiché supponiamo che le “due persone” siano due persone nella media, dunque mortali, ci chiediamo se esiste tra loro l’amore “vero”, immortale e destinato a perpetuarsi. Qualora emergesse che effettivamente esiste, sarebbe destinato a sopravvivere ai corpi degli amanti per definizione, questo ci porta subito a un livello superiore di esistenza. La Mente, però, non si accontenta di chiedere se nel mondo umano esiste questo tipo di Amore, senza però offrirci mezzi non sensibili per appurarlo, ma aggiunge un avverbio di tempo che lascia supporre che vi fu un tempo in cui tale amore vero tra due mortali, in effetti, esisteva. Ci si sta chiedendo, infatti, se “esiste ancora” ma non si capisce bene prima di cosa ci riferisce, se prima che Adamo ed Eva cadessero dall’Eden, se prima del Kali Yuga, se prima che l'uomo scoprisse l'I-pod. Ai posteri l’ardua sentenza."




3 Commenti:
MI ha colpito una frase in un post complicato.
Mi ha colpito abbastanza da farmi leggere il resto del tuo blog, quando in fondo ero qui solo perchè rimbalzavo a caso, a cercare un po' di ispirazione per il mio, neonato.
Dici che "love song for a vampire" è adatta a te. Ma i vampiri non amano: rubano la vita e in cambio fingono di regalare un'eternità che è solo perpetua dannazione. Ladri due volte, di anima e di fiducia.
Ma da quello che ho potuto leggere, hai amato. Con dolore. Ma hai amato.
Quindi chi ti ha dedicato quella canzone non ti ha capita, o non sa cos'è un vampiro.
No, non sono una vampira, certamente non quando amo.
Chi mi ha dedicato questa canzone, non mi ha amata. La differenza sembra sottile invece è enorme: c'è chi afferma di amare, e chi ama veramente.
Questo si capisce quando ormai il chiodo d'argento è già stato conficcato per bene.Ma non mi succederà mai più,questo lo giuro a me stessa.
"Once I had the rarest rose
That ever deigned to bloom
Cruel winter chilled the bud
And stole my flower too soon
..
Let me be the only one
To keep you from the cold
..
Come into these arms again
And set this spirit free"
Quale frase di un post complicato ti aveva colpito?
"mi fu dedicata una canzone che feci subito mia, per la disperazione in essa contenuta e per il senso delle sue parole che sembravano scritte su misura per me e per il lui dell'epoca"
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