Resistenza. Agli uomini, alla mediocrità, al caos.. a tante cose inutili insomma.
La mia descrizione è ancora incollata lì dov'è rimasta per alcuni anni. Che io faccia parte della Resistenza è un fatto che non cambierà mai perché è nella mia natura seguire i Valori. Spesso questo comporta solitudine ed è una particolarità che in un certo senso mi porto dietro da sempre.
Diversamente non sarei io, probabilmente non starei nemmeno bene nella brodaglia.
Mi dicono che è difficile starmi vicino. Mi è stato detto che sono sfuggente, irraggiungibile. La gente guarda di qua e io sono già laggiù, se non di fatto, certamente almeno con la mente. Mi hanno detto che sembro arrogante perché mi discosto dal mucchio, che sono eccentrica perché mi piace apparire allo stesso modo in cui mi piace scomparire.
Coloro e cancello con la stessa facilità con cui convinco un prete che Gesù è un pleiadiano. Che io creda o meno a quello che dico, non è rilevante, ciò che conta è Creare e quando in qualche modo si entra nella mente di qualcuno, si sta creano un movimento. Il movimento è vita e a una accelerazione di particelle subatomiche corrisponde una proporzionale diminuzione di densità. Mi sono dunque convinta che la stimolazione di un processo pensante, che per sua natura è energia sottile, aumenti ultriormente il campo energetico di una persona.
Creare il dubbio, épater le bourgeois per distinguersi, per colpire, sono mezzi di quel "teatro panico" che penso possa corrispondere in parte alla mia natura sensibile.
Ma la sensibilità non è solo quel dono che apre le Porte, tante porte, è anche una lama che se non si impara a prendere in mano può distruggere. Stamattina pensavo alla frase che dissi al mio ex pochi giorni dopo la fine inaspettata, inspiegata, e per me sofferta, della nostra storia.
Che la Luce Illumini la tua vita.
Tempo dopo ancora, ebbi modo di scrivergli e gli dissi anche che il tempo passato insieme mi aveva dato molto e che lo ringraziavo per tutte le cose che mi aveva insegnato. Allo stesso tempo ho messo l'anima in pace, e mi sono metaforicamente seduta sulla riva del fiume. Sono passati tutti, i figuranti, a uno a uno, finché mi sono stancata di guardare e me ne sono andata.
Mi ero ricordata che scalare una montagna comporta anche questo, ti leghi a persone che credi saranno i tuoi compagni in salita, ma li vedi prendere la strada per il burrone. Puoi seguirli oppure no. Possono tentare di portarti giù, possono segare le tue corde, puoi cadere e rimanere giù a imprecare. Puoi anche stare zitto e risparmiare energie per salire di nuovo, per altre vie. Puoi trovare strade sbarrate, puoi sentirti solo. Io le ho provate tutte queste opzioni.
Ma non puoi, non puoi assolutamente sederti perché non è nella tua natura.
Ci sono dei tempi per respirare, altri per agire.
Ti accorgi che non hai sprecato il tuo tempo e le tue cicatrici non sono brutti segni, ma sono la tua storia. Ti arrampicherai sempre con le tue mani, ma ti accorgerai che c'è un'altra corda lì vicino e non vuole intralciare il tuo cammino. E ne vedrai un'altra e un'altra ancora.
E' meraviglioso lo spettacolo per chi vuole guardare.
Dedico questo post alle persone che, come me, hanno paura di aprire la mano eppure lo fanno e restano deluse e nonostante questo non odiano, non smettono mai di credere e con quel senso di solitudine che appartiene a chi sale con le proprie nude mani, non inverte mai la rotta.
Diversamente non sarei io, probabilmente non starei nemmeno bene nella brodaglia.
Mi dicono che è difficile starmi vicino. Mi è stato detto che sono sfuggente, irraggiungibile. La gente guarda di qua e io sono già laggiù, se non di fatto, certamente almeno con la mente. Mi hanno detto che sembro arrogante perché mi discosto dal mucchio, che sono eccentrica perché mi piace apparire allo stesso modo in cui mi piace scomparire.
Coloro e cancello con la stessa facilità con cui convinco un prete che Gesù è un pleiadiano. Che io creda o meno a quello che dico, non è rilevante, ciò che conta è Creare e quando in qualche modo si entra nella mente di qualcuno, si sta creano un movimento. Il movimento è vita e a una accelerazione di particelle subatomiche corrisponde una proporzionale diminuzione di densità. Mi sono dunque convinta che la stimolazione di un processo pensante, che per sua natura è energia sottile, aumenti ultriormente il campo energetico di una persona.
Creare il dubbio, épater le bourgeois per distinguersi, per colpire, sono mezzi di quel "teatro panico" che penso possa corrispondere in parte alla mia natura sensibile.
Ma la sensibilità non è solo quel dono che apre le Porte, tante porte, è anche una lama che se non si impara a prendere in mano può distruggere. Stamattina pensavo alla frase che dissi al mio ex pochi giorni dopo la fine inaspettata, inspiegata, e per me sofferta, della nostra storia.
Che la Luce Illumini la tua vita.
Tempo dopo ancora, ebbi modo di scrivergli e gli dissi anche che il tempo passato insieme mi aveva dato molto e che lo ringraziavo per tutte le cose che mi aveva insegnato. Allo stesso tempo ho messo l'anima in pace, e mi sono metaforicamente seduta sulla riva del fiume. Sono passati tutti, i figuranti, a uno a uno, finché mi sono stancata di guardare e me ne sono andata.
Mi ero ricordata che scalare una montagna comporta anche questo, ti leghi a persone che credi saranno i tuoi compagni in salita, ma li vedi prendere la strada per il burrone. Puoi seguirli oppure no. Possono tentare di portarti giù, possono segare le tue corde, puoi cadere e rimanere giù a imprecare. Puoi anche stare zitto e risparmiare energie per salire di nuovo, per altre vie. Puoi trovare strade sbarrate, puoi sentirti solo. Io le ho provate tutte queste opzioni.
Ma non puoi, non puoi assolutamente sederti perché non è nella tua natura.
Ci sono dei tempi per respirare, altri per agire.
Ti accorgi che non hai sprecato il tuo tempo e le tue cicatrici non sono brutti segni, ma sono la tua storia. Ti arrampicherai sempre con le tue mani, ma ti accorgerai che c'è un'altra corda lì vicino e non vuole intralciare il tuo cammino. E ne vedrai un'altra e un'altra ancora.
E' meraviglioso lo spettacolo per chi vuole guardare.
Dedico questo post alle persone che, come me, hanno paura di aprire la mano eppure lo fanno e restano deluse e nonostante questo non odiano, non smettono mai di credere e con quel senso di solitudine che appartiene a chi sale con le proprie nude mani, non inverte mai la rotta.




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