Il portasapone dentato
Non so perché, ma ultimamente in quello che scrivono molte delle persone di cui leggo commenti, risposte, scritti di vario genere, vi è sempre un riferimento all'Uno, al punto vibrante, a ciò che sta oltre la dualità. Non posso dire di essere nauseata da questi discorsi, perché sono esattamente gli stessi che faccio io, ma provo ormai una certa noia per essi.
Mi viene ricordato la necessarietà della comprensione del due al fine di fondersi nell'uno, nel "bindu" di quello yantra circolare che è il simbolo del Sole. Sono perplessa. E' tutto troppo ovvio, naturale, semplice per me. L'unica curiosità, riferibile a questa fusione, l'ho ritrovata in star trek, ed è stata come aria fresca, le stesse cose dette in un linguaggio nuovo, immaginato in una lingua più consona a noi uomini moderni. La filosofia che conosco e sperimento da quando sono nata è stata finalmente traslata in immagine, non in quei petali orientali che davvero non posso più vedere, ma in navicelle spaziali, mari di conoscenza, alveari di collettività, l'individualità e le sue caratteristiche: l'etica, l'impulsività, la rabbia, la paura, l'eroismo, l'amicizia, l'amore, la devozione, la fede.
Per anni ho pensato di non avere fede e in un certo senso è ancora così. Non ho fede nel dogma, di qualunque tipo esso sia. Ho fede in Dio o qualsiasi cosa io possa intendere con questo termine, cioé l'obiettivo finale di un viaggio, la ricostituzione. Non si tratta di una convinzione, è piuttosto una consapevolezza e tuttavia non posso più accettare lezioni su questo. Non perché non ne abbia bisogno, ma perché è sempre stato così, non ascolto le dottrine degli altri, seguo solo la mia, che è la mia strada, i miei muri, le mie difficoltà e i miei limiti.
L'unica cosa che so, ma mai abbastanza, è ciò che ho sperimentato. Tutto il resto, sono chiacchiere. E fra le chiacchiere di stasera, dicevo a un amico che mi sento stanca, è come se tornassi sempre ad uno stesso punto, ruoto e ruoto e ruoto e mi accorgo che i punti che trovo non sono mai "quel" punto che sto cercando. Devo forse cambiare direzione?
Dedico questo post a un bambino che circa dieci anni fa mi regalò la cosa più preziosa che aveva, un portasapone di plastica bianca, dentato. Dedico questo post a quel prete anziano che una mattina mi paragonò a un raggio di sole, in uno di quei momenti in cui una donna si sente tutt'altro. Dedico questo post a tutti quelli che ho incontrato nella vita e che in un modo o nell'altro mi hanno lasciato un messaggio importante.
Mi viene ricordato la necessarietà della comprensione del due al fine di fondersi nell'uno, nel "bindu" di quello yantra circolare che è il simbolo del Sole. Sono perplessa. E' tutto troppo ovvio, naturale, semplice per me. L'unica curiosità, riferibile a questa fusione, l'ho ritrovata in star trek, ed è stata come aria fresca, le stesse cose dette in un linguaggio nuovo, immaginato in una lingua più consona a noi uomini moderni. La filosofia che conosco e sperimento da quando sono nata è stata finalmente traslata in immagine, non in quei petali orientali che davvero non posso più vedere, ma in navicelle spaziali, mari di conoscenza, alveari di collettività, l'individualità e le sue caratteristiche: l'etica, l'impulsività, la rabbia, la paura, l'eroismo, l'amicizia, l'amore, la devozione, la fede.
Per anni ho pensato di non avere fede e in un certo senso è ancora così. Non ho fede nel dogma, di qualunque tipo esso sia. Ho fede in Dio o qualsiasi cosa io possa intendere con questo termine, cioé l'obiettivo finale di un viaggio, la ricostituzione. Non si tratta di una convinzione, è piuttosto una consapevolezza e tuttavia non posso più accettare lezioni su questo. Non perché non ne abbia bisogno, ma perché è sempre stato così, non ascolto le dottrine degli altri, seguo solo la mia, che è la mia strada, i miei muri, le mie difficoltà e i miei limiti.
L'unica cosa che so, ma mai abbastanza, è ciò che ho sperimentato. Tutto il resto, sono chiacchiere. E fra le chiacchiere di stasera, dicevo a un amico che mi sento stanca, è come se tornassi sempre ad uno stesso punto, ruoto e ruoto e ruoto e mi accorgo che i punti che trovo non sono mai "quel" punto che sto cercando. Devo forse cambiare direzione?
Dedico questo post a un bambino che circa dieci anni fa mi regalò la cosa più preziosa che aveva, un portasapone di plastica bianca, dentato. Dedico questo post a quel prete anziano che una mattina mi paragonò a un raggio di sole, in uno di quei momenti in cui una donna si sente tutt'altro. Dedico questo post a tutti quelli che ho incontrato nella vita e che in un modo o nell'altro mi hanno lasciato un messaggio importante.




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