Cavalcando la propria tigre
"Dammi un'altra possibilità... " e mentre lo dice il sangue va in acqua. Non voglio essere quella che nega tutte le possibilità del mondo alle persone, ma c’è qualcosa qui dentro che decide per noi quale sia il confine tra il volersi bene e il voler bene.
C’è stato un periodo in cui avrei fatto un passo indietro, ma oramai io lo avevo aspettato troppo a lungo, un tempo che non finiva mai e che sapevo dove mi avrebbe portata. Siccome sapevo cosa ci avrei trovato, ho sperato che quel tempo interminabile non finisse davvero mai, e sempre più quell’abbandono diventava il simbolo della mia guerra personale.
E quando stavo per alzare il braccio e colpirlo definitivamente, mi si è aperto il bivio: ero in tempo per arrendermi, potevo tornare indietro, avrei potuto riavere tutto, ma io desideravo ancora le stesse cose? Non so se il bravo guerriero prende in considerazione questo tipo di resa che non sa dove lo porterà.
Il guerriero lascia la sua Via dell’incerto per una vecchia via, altrettanto incerta? Io non sono una brava guerriera perché ci ho riflettuto, anziché sferrare il colpo senza pensarci. Chi mi ha guardata negli occhi mi ha dato la forza per credere alle mie armi: “Non c’è oscurità dietro occhi così chiari”. Non ho riavvolto il nastro.
Sono passati solo tre mesi, tre intensi mesi nei quali ho trovato un nuovo nome, ho ritrovato vecchi compagni di battaglia, ne ho conosciuti di nuovi, ho iniziato a fare cose che mai prima avrei osato fare.
Forse tendo agguati a me stessa, provando un sottile piacere nel farlo, mettendomi a nudo senza chiamare al convivio il giudizio. Quell’assenza non è più il vuoto doloroso di qualcosa che desidero. Forse è solo la sensazione che tutti provano quando un bel giorno si sente di non avere più legami attorno al collo col proprio passato. Significa che si è iniziata una strada nuova e ci si sente cambiati. Io sono quella che sono, non sono perfetta, ma ho la sensazione che non mi spaventi niente, nemmeno quella bestia che c’è in me.
Non ti do la possibilità di tornare indietro con me, però ti do la possibilità di continuare la tua grande battaglia.
C’è stato un periodo in cui avrei fatto un passo indietro, ma oramai io lo avevo aspettato troppo a lungo, un tempo che non finiva mai e che sapevo dove mi avrebbe portata. Siccome sapevo cosa ci avrei trovato, ho sperato che quel tempo interminabile non finisse davvero mai, e sempre più quell’abbandono diventava il simbolo della mia guerra personale.
E quando stavo per alzare il braccio e colpirlo definitivamente, mi si è aperto il bivio: ero in tempo per arrendermi, potevo tornare indietro, avrei potuto riavere tutto, ma io desideravo ancora le stesse cose? Non so se il bravo guerriero prende in considerazione questo tipo di resa che non sa dove lo porterà.
Il guerriero lascia la sua Via dell’incerto per una vecchia via, altrettanto incerta? Io non sono una brava guerriera perché ci ho riflettuto, anziché sferrare il colpo senza pensarci. Chi mi ha guardata negli occhi mi ha dato la forza per credere alle mie armi: “Non c’è oscurità dietro occhi così chiari”. Non ho riavvolto il nastro.
Sono passati solo tre mesi, tre intensi mesi nei quali ho trovato un nuovo nome, ho ritrovato vecchi compagni di battaglia, ne ho conosciuti di nuovi, ho iniziato a fare cose che mai prima avrei osato fare.
Forse tendo agguati a me stessa, provando un sottile piacere nel farlo, mettendomi a nudo senza chiamare al convivio il giudizio. Quell’assenza non è più il vuoto doloroso di qualcosa che desidero. Forse è solo la sensazione che tutti provano quando un bel giorno si sente di non avere più legami attorno al collo col proprio passato. Significa che si è iniziata una strada nuova e ci si sente cambiati. Io sono quella che sono, non sono perfetta, ma ho la sensazione che non mi spaventi niente, nemmeno quella bestia che c’è in me.
Non ti do la possibilità di tornare indietro con me, però ti do la possibilità di continuare la tua grande battaglia.




4 Commenti:
Non sono certo in questo momento la persona più adatta a fare commenti. Mi limiterò a dire che spesso nella vita, anzi quasi sempre, i fatti si ripropongono nella stesa maniera e questo circolo non si chiude fintanto che noi ripetiamo lo stesso errore. Quindi.... chissà....forse questo cambiamento porterà una nuova vita ad Hirmengard..una nuova vita per chiunque tu stia diventando. Certo sei cambiata, non poco direi... questo probabilmente è un bene. Lo sono sempre i bambiamenti.
Credo di sì, ma a volte c'è un'incongruenza tra ciò che desideriamo e ciò che abbiamo. Ora non m'impunto più su ciò che posso avere, ma su ciò che desidero. Quindi sul rapporto che io ho verso il mondo e non più sul rapporto che ha il mondo verso me.
Sì, è proprio così, non voglio più piegare il mondo perché mi calzi a pennello, cerco solo di adattarmi io al mondo, senza snaturalizzarmi.
Cara Hirmengard,
chi è che non ha provato quello che descrivi nel post. Anche io ho dovuto iniziare tante volte tutto da capo, ma è come un filtraggio che avviene alla nostra interiorirità poi errori, se ne faranno smpre meno, o diversi totalmente diversi perchè noi siamo mutati.
Ciao.
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page