Il mare dell'Eremita
Qualche settimana fa pranzavo con amici pensando alla mia anima quando alzai la testa al soffitto. Si possono scoprire molte cose dall'arredamento di una stanza, si scopre anzitutto chi la vive attraverso l'osservazione di mobili, soprammobili, colori, quadri, tende, luci, pulizia o disordine. Il soffitto è molto importante, è quel limite che ci separa dal cielo e bisogna scoprire se lo fa in modo amichevole o in modo freddo e distante.
Io guardavo all'insù quando notai dei dipinti di mare, credo ci fosse Nettuno, firma dell'autore: l'eremita. Avevo avuto le risposte a tutte le mie domande, nel silenzio della solitudine illuminata da un piccolo faro retto con le mie stesse mani avrei riordinato le onde anomale nel mar delle mie passioni.
Non è una cosa piacevole a farsi, ma non procura nemmeno tristezza. In tutti questi lunghi mesi ho pianto a lungo, ho riso, ho scatenato guerre, ho sperato, voluto, cercato, perdonato, chiesto perdono. Ma è in tutti questi stadi mescolati disordianatamente insieme che io ho scoperto di volermi bene e in difesa di questo amore io ho affrontato le onde. Talvolta la disperazione ci fa compiere i gesti più eroici, gettandoci in pasto al nemico, ci si scopre seduti sopra al nemico, aggrappati con l'intenzione a volte di ucciderlo, a volte di domarlo poiché fa parte di noi, del nostro movimento.
Stasera voglio stare sola, gli ormoni iniziano a disporsi nella scacchiera per offendere i neuroni e scatenare la guerra. Questa volta la voglio gestire in modo diverso, non mi lascerò coinvolgere in dispute e dispetti per difendere una giustizia, arrivando per lei anche a tagliare la testa al mio antagonista di turno, solo per dimostrar che ho ragione. No, no, stasera la pancia non prude di rabbia o di desolazione, nell'aria riecheggia solo il rumore dei miei pensieri rivolti alle persone che amo, e sono molte.
Lessi tempo fa di qualcuno che lamentava il fatto di non aver un compagno poiché nessuno l'amava. Ma il più saggio gli rispose di fermarsi ad osservare, nessuno lo amava proprio come andava affermando o piuttosto era lui a non aver mai notato chi invece gli voleva bene?
E fu così che quella sera il mare rifletteva la luna piena, anziché romperla in mille frammenti nelle onde in tempesta.
Io guardavo all'insù quando notai dei dipinti di mare, credo ci fosse Nettuno, firma dell'autore: l'eremita. Avevo avuto le risposte a tutte le mie domande, nel silenzio della solitudine illuminata da un piccolo faro retto con le mie stesse mani avrei riordinato le onde anomale nel mar delle mie passioni.
Non è una cosa piacevole a farsi, ma non procura nemmeno tristezza. In tutti questi lunghi mesi ho pianto a lungo, ho riso, ho scatenato guerre, ho sperato, voluto, cercato, perdonato, chiesto perdono. Ma è in tutti questi stadi mescolati disordianatamente insieme che io ho scoperto di volermi bene e in difesa di questo amore io ho affrontato le onde. Talvolta la disperazione ci fa compiere i gesti più eroici, gettandoci in pasto al nemico, ci si scopre seduti sopra al nemico, aggrappati con l'intenzione a volte di ucciderlo, a volte di domarlo poiché fa parte di noi, del nostro movimento.
Stasera voglio stare sola, gli ormoni iniziano a disporsi nella scacchiera per offendere i neuroni e scatenare la guerra. Questa volta la voglio gestire in modo diverso, non mi lascerò coinvolgere in dispute e dispetti per difendere una giustizia, arrivando per lei anche a tagliare la testa al mio antagonista di turno, solo per dimostrar che ho ragione. No, no, stasera la pancia non prude di rabbia o di desolazione, nell'aria riecheggia solo il rumore dei miei pensieri rivolti alle persone che amo, e sono molte.
Lessi tempo fa di qualcuno che lamentava il fatto di non aver un compagno poiché nessuno l'amava. Ma il più saggio gli rispose di fermarsi ad osservare, nessuno lo amava proprio come andava affermando o piuttosto era lui a non aver mai notato chi invece gli voleva bene?
E fu così che quella sera il mare rifletteva la luna piena, anziché romperla in mille frammenti nelle onde in tempesta.




6 Commenti:
e avvenga proprio così. Chi andrebbe a cercare qualcuno armato fino ai denti, la bava alla bocca in preda ad una sete di vendetta?...Io personalmente starei ben alla larga da chi si presentasse in questa maniera :o)
Ti rimando ad un vecchio post scritto tempo fa....
Un abbraccio.
Sì, bisogna allontanarsi da chi ha effetti negativi, non necessariamente bisogna combatterli.
La guerra che si sta portando avanti, non dovrebbe avere effetti sugli altri.
Grazie preziosa Hirmengard, questo post è molto bello: pieno di spunti di riflessione.
Sai che non avevo mai pensato al fatto del soffitto!? Allora si potrebbe dire altrettanto anche delle pareti in rapporto con l'ambiente circostante.
Comunque cercherò di leggermi il resto.
Un sorriso!
:)
"questa stanza non ha più pareti, ma alberi"
Grazei Jane Doe. Anche io sono reduce da un altro blog, da un altro nick, da un'altra vita.
...la cupola espressione della volta celeste...
Bellissimo, come ascoltare la risacca di un oceano dipinto
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page